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Home - Nuova riunione maggioranza, atteso anche Landella. Dissesto sì o no? Insidie e speranze tracciate dalla Corte dei Conti

Nuova riunione maggioranza, atteso anche Landella. Dissesto sì o no? Insidie e speranze tracciate dalla Corte dei Conti

Di Antonella Soccio
8 Aprile 2018
in Politica
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È fissata per domani, lunedì 9 aprile, nel pomeriggio alle 15, nella sede di Forza Italia in Via Salomone, la riunione dei partiti di centrodestra del Comune di Foggia, alla quale è atteso anche il sindaco Franco Landella, colpito in questo weekend da brutti pettegolezzi e fake news sulla sua persona e sulla sua salute, fatti circolare da alcuni suoi avversari.

Quel che rimane della sua maggioranza e dei consiglieri a lui fedeli gli ha chiesto di accelerare la decisione sull’eventuale ritiro delle sue dimissioni e di essere in aula al prossimo consiglio comunale, previsto a metà settimana, nel corso del quale si dibatterà dell’ennesima delibera della Corte dei Conti.

I consiglieri dovranno scegliere quale futuro dare al Comune di Foggia, che presenta ancora un “grave e reiterato mancato rispetto degli obiettivi intermedi” del piano di rientro.

Dissesto si o dissesto no?

Il giudice Agostino Chiappiniello della Sezione regionale di controllo per la Puglia della Corte dei Conti dà dei consigli preziosi all’amministrazione. Anzitutto rileva che la pendenza della procedura di riequilibrio finanziario non consente agli enti di evitare la dichiarazione di dissesto finanziario. Quest’ultima e la procedura del Salva Enti, spiega, non sono infatti due istituti giuridici alternativi applicabili discrezionalmente dall’Ente locale nelle medesime situazioni, ma istituti giuridici diversi applicabili in situazioni diverse. Al ricorrere dei relativi presupposti, infatti, anche in pendenza della procedura di riequilibrio, l’Ente è tenuto a dichiarare il dissesto non sussistendo in merito alcun margine di valutazione discrezionale, anche al fine di evitare un aggravarsi della situazione finanziaria.

Per restare nel Salva Enti bisogna avere una situazione finanziaria “prossima al dissesto, ma non di dissesto”. Il Comune di Foggia è in questa situazione? Questo va compreso e analizzato.

Da parte sua il giudice osserva che la deliberazione consiliare dichiarativa di dissesto, anziché costituire “ex se” occasione e concausa di detrimento per l’Ente, in alcuni casi, al contrario, può infatti “dischiudere uno scenario normativo funzionale ad assecondare un itinerario gestionale virtuoso di ripristino degli equilibri di bilancio e di cassa e della piena funzionalità dell’amministrazione”. Solitamente con la procedura di dissesto finanziario è anche più agevole ottenere dai creditori la riduzione della massa passiva. A ciò si aggiunge che in caso di dissesto finanziario la procedura di risanamento ha una durata inferiore ed è garantito il mantenimento dei contributi erariali.

L’amministrazione Landella o il consiglio comunale senza il sindaco potrebbe anche consegnare ai cittadini una prospettiva di dissesto o di dissesto guidato, come molti suggeriscono in questi giorni.

Tuttavia nella relazione si intravede più di una luce. Come si legge, la procedura di riequilibrio finanziario si avvia a raggiungere la metà del suo percorso. Pur essendo previsto un arco di tempo fino a 10 anni per la sua realizzazione, per garantire il buon esito della relativa procedura, occorre concentrare le misure correttive previste e realizzare buona parte degli obiettivi già nella prima metà del periodo. considerato che il quadro finanziario può peggiorare nel corso della procedura per aspetti già esistenti ma non emersi oppure per aspetti nuovi, nella graduazione nel tempo delle misure occorre attribuire grande importanza ai risultati conseguiti nei primi anni.

Le numerose opportunità offerte dal legislatore

In occasione dell’approvazione del piano nel 2014 la sezione della Corte dei Conti aveva già censurato al Comune di Foggia l’uniforme distribuzione nell’intero decennio delle misure di riequilibrio anziché come dovuto una maggiore concentrazione nei primi anni del piano. Il raggiungimento solo parziale degli obiettivi prestabiliti quindi appare oggi ancora più significativo. Ma esistono alcuni elementi di ottimismo.

La novità della legge 208/2015 che ha consentito di applicare in un più lungo arco di tempo, pari a 30 anni, l’ingente disavanzo di amministrazione emerso a seguito delle attività di riaccertamento straordinario, ha incrementato la possibilità di raggiungere gli obiettivi auspicati nel piano. Per 30 anni e anche molto di più dopo l’eventuale positivo completamento della procedura di riequilibrio in corso, il Comune di Foggia dovrà destinare preziose risorse per ripianare passività risalenti agli anni precedenti.

Contenzioso Amica, debiti fuori bilancio non previsti, sentenze negative, patrimonio non a valore. Negli anni dell’amministrazione Landella, il centrodestra ha dovuto fronteggiare non poche distonie rispetto a quanto scritto nel piano presentato dall’amministrazione Mongelli.

La Corte lo ribadisce, ma raffigura anche uno spiraglio. “Nonostante continui a manifestarsi una situazione finanziaria molto più grave di quella accertata e il mancato rispetto parziale degli obiettivi intermedi, il Comune di Foggia appare ancora in grado di conseguire l’auspicato riequilibrio finanziario. Tale conclusione deriva più che dalla attività di risanamento finanziario posta in essere dall’amministrazione, dalle numerose opportunità offerte dal legislatore”.

La sezione contabile in un certo senso traccia anche il programma di fine mandato che l’amministrazione Landella dovrebbe mettere in campo. E illustra: “Condizione necessaria perché avvenga il recupero è l’adozione di tempestive, adeguate, effettive ed efficaci misure correttivi quali ad esempio l’incremento delle entrate correnti e una migliore riscossione (nel solo 2016 le entrate comunali della riscossione dei tributi avevano subito una riduzione del 38,05%). Fondamentale è anche la riduzione delle spese correnti, la valorizzazione del patrimonio e il pronto finanziamento e/o pagamento dei debiti, ivi compresi i debiti fuori bilancio”.

Ma resta una incognita: “Il riequilibrio potrebbe essere seriamente compromesso nel caso emergano come già accaduto negli ultimi esercizi nuove ingenti passività”.

Al sindaco Landella gli eletti e i partiti chiedono un’assunzione di responsabilità. “Sarebbe importante averlo in aula nella decisione più importante della consiliatura”, dicono in molti.

Tags: FoggiaFranco Landella
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