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Home - Preti gay in chat: “Preghiamo, poi facciamo una cosa a tre?”. In un dossier anche religiosi di diocesi pugliesi

Preti gay in chat: “Preghiamo, poi facciamo una cosa a tre?”. In un dossier anche religiosi di diocesi pugliesi

Di Francesco Pesante
22 Febbraio 2018
in Inchieste
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“Da quando sono prete ortodosso sai quanti preti cattolici mi cercano?” “Vieni, dormi nel mio letto. Il Santo Padre Benedetto dice che l’ospite è Cristo”. Sono solo alcuni stralci tratti dagli screenshot contenuti nel dossier sui preti gay, consegnato alla curia di Napoli dall’escort-gigolò Francesco Mangiacapra.

Conversazioni inequivocabili nelle quali emerge una pratica molto diffusa di frequentazioni e scambi di immagini hard nelle più svariate chat: WhatsApp, Messenger, Telegram e nelle app per incontri gay come Grindr. Nei messaggi si parla apertamente di numerosi altri religiosi oltre ai circa 50 comparsi nel dossier di Mangiacapra. Lo scandalo, dunque, potrebbe persino allargarsi. Il dossier di 1300 pagine contiene nomi, cognomi, telefoni, contatti, fatti e soprattutto prove: un vero e proprio documento che “scheda” oltre cinquanta tra sacerdoti e seminaristi viziosi. L’escort intende dimostrare che la condotta sessuale di questi preti è abituale, reiterata e – in molti casi – tollerata dai vertici della Chiesa.

Non mancano religiosi di parrocchie e conventi pugliesi. Ci limiteremo a indicare l’iniziale del cognome.

Le schede

Don F. (provincia Bat): ricerca incontri di sesso con uomini e dichiara di poterli accogliere e ospitare in convento anche per fare sesso (essendo anche Padre Guardiano). Propone incontri di sesso di gruppo in convento in cui dichiara di avvalersi della partecipazione di un frate dell’Arcidiocesi di Bari Bitonto. Conversazioni erotiche tramite Facebook con un prete ortodosso a cui confida di essere sessualmente attivo. Altre conversazioni in cui dichiarandosi prete invita ad avere rapporti sessuali e invia foto dei propri genitali.

Don G. (provincia di Bari): fa videochat erotiche masturbandosi, fa incontri gay, si mostra nudo in webcam e invia foto erotiche dove si masturba in chat.

Padre T. (provincia di Foggia): fa videochat erotiche masturbandosi su Facebook, invita a fare incontri gay mostrandosi nudo in webcam e si masturba in chat.

Padre L. (provincia di Foggia): fa videochat erotiche masturbandosi su Facebook, fa incontri gay e si mostra nudo in webcam.

Seminarista S. (provincia di Bari): ha diversi profili sulla chat per gay denominata GRINDR, fa incontri gay in Puglia, si masturba abitualmente in webcam, propone incontri e foto erotiche che invia in chat e afferma di cancellare le conversazioni e chiede di fare altrettanto all’interlocutore. Ciò dimostra la premeditazione e la reiterazione della sua condotta e la piena consapevolezza dell’inadeguatezza.

Seminarista M. (provincia di Bari): ha diversi profili sulla chat per gay denominata GRINDR: fa incontri gay in Puglia e invia foto erotiche in chat (talvolta manda foto erotiche di altri spacciandole per proprie allo scopo di farsi mandare altre foto).

Le chat

Dal “pace e bene” al “mandami una foto di te nudo” il passo è breve nelle chat tra preti gay. Don F. della Bat conversando con un giovane prete di altra regione, avanza un invito. “Si ma se vengo dove dormo?” e Don F. risponde netto: “Nel mio letto”. “Tu sei pazzo”, la risposta dell’interlocutore. “L’ospite va trattato bene. Il Santo Padre Benedetto dice che l’ospite è Cristo”. All’inizio il giovane sembra un po’ spiazzato. “Vabbè se non vuoi dormire con me ci sono le celle, comunque”. Ma nel giro di poche ore, il ragazzo si lascia andare: “Invitami da te, celebriamo insieme e poi vediamo”. E ancora: “Cosa vuoi da me, amicizia o solo scopare? Ho paura che poi mi abbandoni” “E che vuoi, innamorarti?” gli risponde Don F.

Il seguito della conversazione degenera in pochi attimi. “Tu lo vuoi”, “in c*** ma fai male tu”, e Don F.: “Perchè dovrei, ci so fare”.

Don F. ne intercetta anche un altro in chat: “Tu sei gay”, risposta: “Booo”, “Cioè sì” gli risponde Don F. e quell’altro: “E tu sei gay?”, Don F.: “Booo”, “Cioè sì”, la replica dell’amico prete. Qui lo scambio di foto è immediato. Don F. propone anche una cosa a tre in un eremo e manda all’interlocutore la foto di un altro religioso che sarebbe pronto a partecipare al triangolo amoroso.

Padre T. ha un approccio più morbido: “Pace e bene, piacere di conoscerti, di dove sei?”. “Sei giovane”. “Beh pure tu sei ragazzo” gli risponde l’interlocutore. E prima di andare a nanna ecco già le prime richieste spinte: “Ero curioso di vedere la bandiera”. “È ammainata”, risponde Padre T.. Ma basta davvero poco per convincersi: “Davvero vuoi che invio foto?” E dopo la risposta affermativa ecco l’immagine tanto ricercata dall’altro prete. Il seguito è scontato, iniziano le videochat dove Padre T. si masturba chiedendo all’amico di fare altrettanto.

Gli screenshot (Linguaggio può urtare sensibilità)








Chi è l’escort Mangiacapra

Francesco Mangiacapra è un escort napoletano sulla trentina che ha iniziato a prostituirsi quando ha capito questo: “È meglio vendere il corpo, piuttosto che svendere il cervello”. Come clienti ha avuto magistrati, politici, militari. E soprattutto tanti preti. Noto quale autore del libro autobiografico Il numero uno. Confessioni di un marchettaro – edito da Iacobelli – e quale accusatore di “don Euro”, ovvero don Luca Morini incastrato dalle “Iene” per la sua vita lussuosa fatta di sesso e droga.

Il volume ripercorre la sua storia di avvocato che ha scelto di diventare gigolò, preferendo vendere il corpo piuttosto che svendere il cervello, diventando amante di numerosi sacerdoti.

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Tags: basilicataCampaniadossierFrancesco Mangiacaprapreti gayPuglia
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