Le carte dell’inchiesta che ha portato all’esecuzione di quattro misure cautelari per furti d’auto e ricettazione tra Puglia, Molise e Abruzzo svelano i nomi degli indagati e i singoli episodi contestati dalla Procura della Repubblica di Foggia.
Il gip del Tribunale di Foggia ha disposto la custodia cautelare in carcere per Antonio Bonaventura, 33 anni, di San Severo, e Pasquale Carbone, 28 anni, di Foggia. Arresti domiciliari invece per Alessio Bevilacqua, 22 anni, di San Severo, e Daniele D’Angelo, 22 anni, di Lucera.
I furti contestati
Secondo l’accusa, Bonaventura, fratello di Luigi assassinato nel 2021, avrebbe avuto un ruolo centrale in diversi episodi di furto e ricettazione.
Il primo riguarda il furto di un’Alfa Romeo Giulietta avvenuto il 6 giugno 2025 a Termoli. L’auto, di colore rosso pastello, era parcheggiata sul lungomare Velocità e sarebbe stata sottratta al proprietario approfittando della sosta sulla pubblica via.
Un secondo episodio vede coinvolti Bonaventura e D’Angelo. I due sono accusati di essersi impossessati il 22 giugno 2025, a Marina di Chieuti, di una Lancia Ypsilon intestata a una società. All’interno dell’auto vi sarebbero stati anche un computer portatile Lenovo, due trolley Samsonite, capi di abbigliamento, una piastra per capelli e scarpe di marca per un valore complessivo di diverse migliaia di euro.
A Bonaventura e Carbone viene inoltre contestato il furto di un’Alfa Romeo Stelvio grigia avvenuto il 28 giugno 2025 a Campomarino. Anche in questo caso il veicolo era parcheggiato in strada.
L’accusa di ricettazione
Tra le contestazioni mosse dagli investigatori figura anche un episodio di ricettazione.
Secondo la ricostruzione della procura, Bonaventura avrebbe ricevuto o comunque contribuito a far acquistare una Lancia Y risultata rubata ai danni di un uomo di San Severo. L’episodio sarebbe stato accertato il 6 luglio 2025.
Il ruolo di Bevilacqua
Alessio Bevilacqua è invece indagato per il furto di una Fiat Punto bianca avvenuto a San Severo il 19 agosto 2025.
L’accusa sostiene che, insieme a un complice rimasto ignoto, avrebbe forzato la portiera e il nottolino di accensione del veicolo, impossessandosi dell’auto parcheggiata sulla pubblica via.
Le misure cautelari
Al termine delle indagini coordinate dalla Procura di Foggia, il gip ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza disponendo il carcere per Bonaventura e Carbone e i domiciliari per Bevilacqua e D’Angelo. Nel provvedimento vengono inoltre contestate alcune aggravanti e recidive a carico degli indagati.
L’operazione è stata eseguita dalla Polizia di Stato nell’ambito dell’inchiesta che ha consentito di ricostruire una serie di furti di autovetture commessi tra diverse regioni del Centro-Sud e documentati anche attraverso attività tecniche e servizi di osservazione sul territorio.












