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Home - Sparatoria in piazza a San Severo, il gip lascia in carcere il 50enne: “Una ritorsione perché mi avevano crepato di botte”

Sparatoria in piazza a San Severo, il gip lascia in carcere il 50enne: “Una ritorsione perché mi avevano crepato di botte”

L'indagato Antonio Bevilacqua ha confessato di aver sparato parlando di una vendetta dopo un presunto pestaggio subito la sera precedente. Il giudice conferma il carcere per tentato omicidio aggravato, porto abusivo di arma ed evasione dai domiciliari

Di Redazione
19 Luglio 2026
in Cronaca, San Severo e Alto Tavoliere
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Resta in carcere il 50enne di San Severo, Antonio Bevilacqua conosciuto con il soprannome di “Pupetta”, disabile costretto a muoversi su una sedia a rotelle elettrica, accusato della sparatoria avvenuta lo scorso 15 luglio in piazza Allegato, costata il ferimento di tre persone. Lo ha deciso il gip Mario De Simone, che ha convalidato il fermo dopo aver interrogato l’uomo, contestandogli il triplice tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi, oltre al porto illegale di arma da fuoco e all’evasione dagli arresti domiciliari, misura che stava già scontando per una precedente vicenda giudiziaria.

L’indagato ha scelto di non rispondere alle domande del giudice, ma ha reso dichiarazioni spontanee, ammettendo di aver esploso i colpi di pistola.

La confessione: “Ho sparato per ritorsione”

Davanti al gip il 50enne ha spiegato di aver agito per vendicarsi di un presunto pestaggio subito la sera precedente, che sarebbe stato compiuto, a suo dire, da tre o quattro cittadini stranieri.

“Ho sparato per ritorsione e per spaventarlo”, avrebbe dichiarato, sostenendo di non aver avuto l’intenzione di uccidere il 32enne marocchino Achraf Moualif, ritenuto il bersaglio dell’agguato. L’uomo avrebbe inoltre mostrato al giudice le lesioni riportate nel presunto pestaggio, affermando che l’episodio sarebbe stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza della zona.

Le ragioni del litigio che avrebbe preceduto la sparatoria restano ancora da chiarire. La vittima, ricoverata in prognosi riservata al Policlinico di Foggia dopo essere stata raggiunta da colpi al torace e al bacino, non è stata ancora ascoltata dagli investigatori a causa delle sue condizioni.

Feriti anche due clienti del bar

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, almeno cinque colpi di pistola calibro 7.65 sarebbero stati esplosi davanti a un bar di piazza Allegato.

Oltre al presunto obiettivo dell’agguato, sono rimasti feriti anche due avventori del locale: uno colpito al fianco sinistro e l’altro raggiunto al torace con la frattura di una costola. Entrambi non sono in pericolo di vita.

Il gip ritiene che il 50enne avesse intenzione di colpire esclusivamente il cittadino marocchino e che il ferimento degli altri due uomini sia stato accidentale.

Le motivazioni del giudice

Nel provvedimento con cui ha disposto la custodia cautelare in carcere, il giudice evidenzia come la condotta dell’indagato riveli “una personalità caratterizzata da marcata aggressività e da assoluta incapacità di controllo degli impulsi”.

Secondo il gip, l’uomo avrebbe deliberatamente utilizzato un’arma da fuoco in pieno giorno e in un luogo pubblico dopo un litigio avvenuto il giorno precedente, mettendo a rischio l’incolumità di più persone.

Il giudice sottolinea inoltre che la sparatoria sarebbe avvenuta mentre il 50enne si trovava agli arresti domiciliari, circostanza che dimostrerebbe l’incapacità di rispettare le prescrizioni imposte dall’autorità giudiziaria.

L’arma utilizzata nella sparatoria non è stata ancora ritrovata.

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Tags: Achraf MoualifcarabinieriCarcerecronacaFoggiagip Mario De Simonepiazza AllegatoSan SeverosparatoriaTentato omicidio
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