Si inasprisce il botta e risposta tra il Comune di Foggia e l’associazione Giovanni Panunzio. Dopo le critiche mosse nei giorni scorsi dall’associazione sulla vicenda dei locali destinati alla sua sede, arriva la replica dell’assessore comunale alla Legalità e Sicurezza Giulio De Santis, che respinge ogni addebito e accusa l’associazione di “mistificare la realtà dei fatti”.
Secondo l’assessore, l’amministrazione comunale avrebbe dato seguito agli impegni assunti, rendendo disponibili gli spazi richiesti e provvedendo ai lavori di sistemazione indicati dagli stessi rappresentanti dell’associazione.
“I locali sono stati sistemati e messi a disposizione”
De Santis ricostruisce la vicenda spiegando di essersi confrontato personalmente con Antonio Belluna, socio dell’associazione, con il quale – sottolinea – esistono rapporti personali risalenti ai tempi della scuola.
L’assessore riferisce che Belluna avrebbe effettuato un sopralluogo nei locali individuati, adiacenti alla sede già in uso all’associazione, chiedendo alcuni interventi di manutenzione. Interventi che, sempre secondo il Comune, sarebbero stati eseguiti.
“I locali sono stati pitturati, sistemati e resi disponibili secondo le indicazioni ricevute”, afferma De Santis, aggiungendo che, una volta terminati i lavori, l’associazione sarebbe stata ricontattata per comunicare la disponibilità degli spazi. “Ho dovuto chiedere io una PEC alla quale scrivere formalmente per comunicare la disponibilità dei locali e indicare dove ritirare le chiavi”, evidenzia.
“Nessuna mancanza di rispetto verso Giovanni Panunzio”
L’assessore respinge quindi l’accusa di aver mostrato disattenzione nei confronti della memoria dell’imprenditore Giovanni Panunzio, vittima della mafia foggiana.
Per De Santis, la ricostruzione fornita dall’associazione “non corrisponde ai fatti”. L’assessore precisa inoltre che l’amministrazione ha scelto di mantenere l’affidamento diretto disposto dalla precedente amministrazione, pur ritenendo che, in futuro, l’assegnazione dei beni comunali debba avvenire attraverso procedure di evidenza pubblica.
Le critiche all’associazione
Nella nota non manca una stoccata all’associazione Panunzio. De Santis sostiene di aver registrato negli ultimi mesi “ripetuti attacchi” nei confronti della giunta guidata dalla sindaca Maria Aida Episcopo, osservando come non ricordi prese di posizione altrettanto dure nei confronti delle precedenti amministrazioni cittadine, nemmeno dopo lo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose.
“Non ho trovato attacchi, denunce politiche o prese di posizione paragonabili, per durezza e frequenza, a quelle oggi rivolte all’amministrazione Episcopo”, afferma.
“Ricordiamo tutte le vittime della mafia”
L’assessore collega poi le polemiche anche alla scelta dell’amministrazione di commemorare tutte le vittime della criminalità organizzata foggiana.
“Spero non abbia creato irritazione la decisione del mio assessorato di ricordare tutte le vittime di mafia della città, senza gerarchie della memoria”, scrive De Santis, citando, oltre a Giovanni Panunzio, anche Nicola Ciuffreda e Francesco Marcone.
“Se questa scelta comporta il prezzo di ricevere attacchi gratuiti e pretestuosi, è un prezzo che io e l’amministrazione siamo ben lieti di pagare”, aggiunge.
“Cinque presìdi di legalità e iniziative senza precedenti”
Infine, De Santis rivendica il lavoro svolto dal Comune sul fronte della promozione della cultura della legalità.
Tra le iniziative ricordate figurano l’adesione alla Carta di Avviso Pubblico, il ruolo di Foggia come Comune capofila dell’accordo tra gli enti sciolti per mafia e l’ANAC, le attività nelle scuole, i percorsi educativi promossi durante l’anno scolastico, l’apertura di cinque presìdi di legalità e le manifestazioni “100 giorni per la legalità” e “La città che vorrei – Una bussola per la legalità”.
“L’oltraggio alla memoria è usare la legalità come clava politica, trasformare ogni differenza di vedute in una scomunica pubblica e fingere che non siano stati compiuti atti concreti quando invece sono evidenti e dimostrabili”, conclude l’assessore, assicurando che il Comune continuerà a collaborare con tutte le associazioni del territorio, “ma rispetto non significa subalternità, collaborazione non significa silenzio”.











