L‘incendio che nei giorni scorsi ha devastato l’Oasi Lago Salso, alle porte di Manfredonia, continua a far discutere e a suscitare reazioni. Dopo le fiamme che hanno distrutto una parte della riserva naturale, prende il via una petizione online accompagnata da un duro appello rivolto alle istituzioni e alla cittadinanza: “Il silenzio è complicità”.
A promuovere l’iniziativa è l’avvocata Michela D’Onofrio, che invita cittadini e associazioni a sostenere la raccolta firme per chiedere maggiore attenzione verso la tutela del patrimonio ambientale e interventi concreti per prevenire nuovi disastri.
“Non una fatalità, ma una ferita al territorio”
Secondo la promotrice, il rogo non può essere liquidato come una semplice fatalità, ma rappresenta “l’ennesima ferita inferta alla natura, alla biodiversità e all’intero territorio di Manfredonia”.
Nel documento si sottolinea come il momento richieda “consapevolezza, verità e assunzione di responsabilità”, piuttosto che “celebrazioni, passerelle o dichiarazioni di circostanza”. L’invito è quello di rompere il silenzio e aprire un confronto pubblico con la comunità, coinvolgendo chi vive quotidianamente il territorio.
Le scarpe rosse simbolo della protesta
Al centro dell’iniziativa ci sono delle scarpe da lavoro dipinte di rosso, diventate il simbolo della mobilitazione.
“Non sono scarpe da passerella – si legge nell’appello – ma calzature che richiamano il lavoro e i sacrifici della gente della terra”. Il rosso richiama il sangue, la violenza subita dall’ambiente e la rabbia di chi continua a coltivare, proteggere e amare quel territorio nonostante l’abbandono e l’indifferenza.
Per i promotori, quelle scarpe raccontano una doppia violenza: quella inflitta alla natura e quella vissuta da agricoltori, cittadini e custodi del territorio, spesso lasciati soli ad affrontare incendi e devastazioni.
Danni a natura, agricoltura e biodiversità
L’appello evidenzia come le fiamme non abbiano colpito soltanto la riserva naturale, ma anche la vegetazione, gli habitat, la fauna, i sistemi di irrigazione e le attività agricole circostanti, con pesanti ricadute economiche e ambientali.
Viene inoltre denunciata la solitudine di chi ha cercato di limitare i danni durante l’emergenza, mentre si richiama l’attenzione sul fenomeno degli incendi dolosi e sulla necessità di rafforzare prevenzione e controlli.
L’appello alle istituzioni
La petizione chiede alle istituzioni di ascoltare chi vive il territorio, promuovere incontri pubblici e avviare una mobilitazione concreta per la tutela dell’ambiente.
“Difendere l’Oasi Lago Salso significa difendere Manfredonia, la biodiversità, il lavoro e il futuro delle prossime generazioni”, conclude Michela D’Onofrio, invitando tutti a sostenere la raccolta firme affinché il disastro non venga dimenticato e si traducano in azioni concrete le richieste di tutela del territorio.












