Tra le migliaia di pagine del maxi fascicolo dell’inchiesta che ha ricostruito gli assetti della batteria Sinesi-Francavilla della Società foggiana, trovano spazio anche le pagine manoscritte consegnate agli investigatori da Giuseppe “Pino capellone” Francavilla, collaboratore di giustizia e cugino di Antonello ed Emiliano Francavilla.
Si tratta di appunti che, secondo la Direzione distrettuale antimafia di Bari, contribuiscono a ricostruire sia l’organizzazione interna del gruppo criminale sia il presunto sistema delle estorsioni imposto ad attività economiche del territorio. Documenti che vengono richiamati più volte nel provvedimento investigativo come supporto alle dichiarazioni rese dal collaboratore.
La presunta lista delle estorsioni
Uno degli allegati più significativi è rappresentato da una serie di fogli manoscritti nei quali vengono annotate attività commerciali, aziende e imprenditori accanto a importi in denaro e nominativi ritenuti coinvolti nella riscossione.
Negli appunti compaiono riferimenti a discoteche, imprese edili, attività commerciali, sale ricevimenti, pastifici e aziende operanti in diversi settori economici. In alcuni casi vengono indicati gli importi che, secondo quanto annotato dal collaboratore, sarebbero stati richiesti o riscossi, con cifre che oscillano da poche centinaia di euro fino a decine o centinaia di migliaia di euro.
Le annotazioni riportano anche riferimenti a presunte modalità di spartizione del denaro e ai soggetti che, secondo il racconto del pentito, avrebbero curato la riscossione delle somme.
Gli investigatori sottolineano che tali manoscritti vengono inseriti nel fascicolo come elementi da confrontare con gli ulteriori riscontri investigativi raccolti nel corso degli anni.
La nuova organizzazione della batteria
Un altro documento riprodotto nel fascicolo riguarda invece la struttura interna della batteria Sinesi-Francavilla.
Secondo la ricostruzione riportata dagli investigatori sulla base delle dichiarazioni del collaboratore, l’organizzazione avrebbe subito nel tempo una profonda evoluzione, articolandosi in tre diverse componenti riconducibili ai gruppi facenti capo a Roberto Sinesi, Emiliano Francavilla e allo stesso Giuseppe Francavilla.
Nel manoscritto compare una vera e propria tabella con nomi e suddivisioni interne che, secondo gli investigatori, descriverebbe la distribuzione degli affiliati tra le diverse articolazioni del gruppo criminale.
La lista delle estorsioni
Nelle indicazioni scritte del pentito c’è il costruttore Rosania, 100mila euro: “Estorsione fatta da me, Roberto Sinesi in accordo con Pasquale Moretti. Il nostro tramite con Rosania e chi ha ritirato i soldi per conto nostro è Sandro Piserchia“. E ancora: “Estorsione Perdonò-Recchia, 150mila euro fatta da me e Roberto Sinesi in accordo con Pasquale Moretti“. Poi la tentata estorsione a Curci, ex proprietario del Foggia Calcio: “Iniziata da me in collaborazione con Felice Direse, Rocco Moretti. Esecutori dell’attentato a Curci a Carapelle, Mario Clemente, Ciro Stanchi e Sergio Ragno“.
“Estorsione Città del Cinema – Sala giochi, 2500 euro ritirati sempre dai Moretti“; “estorsione Parco dei Principi, 1000 euro famiglia Moretti“; “estorsione Salice costruttore, 10.000 euro all’anno ritirati da Antonio Bellofatto“; “estorsioni Volpe Edile, 1000 euro ritirati da Antonio Bellofatto“; “estorsione Sannella Pastificio, 100mila euro Franco Tizzano, Rocco Moretti + fisso”; “estorsione Ramundo calcestruzzi, 150mila euro fatta da Antonello Francavilla, distribuzione di soldi con i Moretti e Giosuè Rizzi“; “estorsione onoranze funebri Buononato 6000 euro al mese presi direttamente dalla famiglia di Roberto Sinesi sino all’inizio del 2018. Dopodiché presi da Alessandro Aprile e Franco Tizzano, non più 6000 euro ma 3000 euro”, “estorsione La Mura rivendita ferro, 750 euro al mese personali per Roberto Sinesi“; “estorsione Antonio Nardella cucina Don Uva, 750 euro a Felice Direse e 750 euro a me al mese”.
Infine, “estorsione discoteca Domus 500 euro a settimana”; “estorsione Nino Cianci 3000 euro al mese ritirate prima dai Sinesi e poi da me”.
I gruppi
Il pentito divide i Sinesi-Francavilla in tre gruppi: il primo capeggiato da lui e dal fratello Ciro: “Braccio destro Ciro Caione; partecipi Giovanni Rollo, Gianni Delli Carri, Giuseppe Follieri, Walter Riganti, Vincenzo Lo Mele, Sergio Ragno, Roberto Di Sibbio e Alessandro Moffa”.
Secondo gruppo guidato da Emiliano Francavilla; con lui Mario Clemente, Ciro Stanchi, Mario Lanza, Alessandro Lanza, Antonio Salvatore, Liborio, Michele Ragno, Antonio Lanza e Mimmo Falco. Infine, il gruppo del boss Roberto Sinesi composto dai bracci destri Antonello Francavilla e Francesco Sinesi; partecipi Ivan Narciso, Giuseppe Soccio, Ciro Spinelli, Luigi Biscotti, Angelo Bruno. Scissionisti Francesco Pesante, Alessandro Aprile, i fratelli Raffaele e Benito Palumbo e i fratelli Gioacchino e Antonello Frascolla.
Le annotazioni come riscontro investigativo
Nel provvedimento la Direzione distrettuale antimafia evidenzia che i memoriali consegnati dal collaboratore vengono utilizzati come elemento di supporto investigativo insieme alle intercettazioni, alle attività tecniche, alle testimonianze e agli altri riscontri raccolti nel corso delle indagini.
Gli appunti, infatti, non vengono considerati isolatamente ma inseriti all’interno del più ampio quadro probatorio costruito dalla procura, che punta a ricostruire gli assetti della batteria, i rapporti con altri clan mafiosi e il presunto sistema estorsivo che avrebbe interessato numerose attività economiche del territorio foggiano.
Le contestazioni restano allo stato d’accusa e dovranno essere vagliate nelle successive fasi del procedimento giudiziario.












