Michele Emiliano non tornerà a indossare la toga in tribunale. Il plenum del Consiglio superiore della magistratura ha approvato a maggioranza la richiesta di collocamento fuori ruolo dell’ex presidente della Regione Puglia, che assumerà l’incarico di consulente della commissione parlamentare d’inchiesta del Senato sul caporalato, sul lavoro nero e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
La decisione è arrivata al termine di una riunione particolarmente combattuta. Il provvedimento è stato approvato con 15 voti favorevoli, sei contrari e sette astensioni, confermando le divisioni già emerse nelle settimane precedenti all’interno del Csm.
Le polemiche e il voto del Csm
Secondo il Corriere della Sera, tra i consiglieri contrari era stata avanzata la tesi secondo cui Emiliano non avrebbe una specifica esperienza sul fenomeno del caporalato tale da giustificare il nuovo incarico parlamentare.
Nonostante le perplessità, il Consiglio superiore della magistratura ha dato il via libera al collocamento fuori ruolo, chiudendo una vicenda rimasta in sospeso per circa cinque mesi, periodo durante il quale l’ex governatore è rimasto senza incarico e senza stipendio.
“Non potevo rimettere la toga come se nulla fosse”
Soddisfatto Emiliano, che ha spiegato di essere pronto a iniziare il nuovo incarico a Palazzo Madama.
“Non vedo l’ora di mettermi al lavoro per sostenere le indagini della commissione di inchiesta del Senato sul caporalato e sulla sicurezza del lavoro. Grazie all’esperienza che ho fatto sia da magistrato che da politico potrò dare una mano in questo momento così drammatico”, ha dichiarato.
L’ex presidente della Regione ha aggiunto di ritenere corretta la scelta del Csm: “Sono contento che il Csm abbia compreso che anche a me andava applicato lo stesso trattamento che si applica a tutti gli altri magistrati che sono stati in politica”.
Emiliano ha inoltre spiegato le ragioni della sua decisione di non rientrare in aula come magistrato: “Non potevo ripresentarmi in aula con la toga come se non fosse successo niente. Per questo ho accettato l’incarico del Senato”.
Si chiude il braccio di ferro con la Regione
La decisione mette fine anche al lungo confronto istituzionale che aveva coinvolto Emiliano e l’attuale presidente della Regione Puglia Antonio Decaro.
Come ricostruisce il Corriere della Sera, nei mesi scorsi il Csm aveva respinto per tre volte la richiesta della Regione di assegnare all’ex governatore un incarico di consulente giuridico presso l’ente regionale.
Il nuovo ruolo al Senato dovrebbe accompagnare Emiliano almeno fino alle elezioni politiche del 2027, quando, salvo cambiamenti, è atteso come candidato nelle liste del Partito Democratico.
Decaro affida il Turismo ad Annibale D’Elia
Intanto, sempre secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il presidente della Regione Antonio Decaro ha accelerato il riassetto della macchina amministrativa nominando Annibale D’Elia nuovo capo del Dipartimento Turismo e Cultura.
Si tratta di un ritorno in Regione per D’Elia, che durante la presidenza di Nichi Vendola, insieme all’assessore Guglielmo Minervini, contribuì alla nascita del progetto “Bollenti Spiriti”, dedicato alle politiche giovanili.
La scelta arriva dopo le dimissioni dell’assessora Graziamaria Starace, coinvolta in un’inchiesta per concussione, e mentre Decaro ha deciso di mantenere personalmente la delega al Turismo.
Resta aperto il fronte Irpef
Sul piano politico continua infine lo scontro sull’aumento dell’addizionale Irpef regionale. Il gruppo di Fratelli d’Italia, guidato in Consiglio regionale da Paolo Pagliaro, prosegue la raccolta firme avviata nelle piazze pugliesi e chiede ai Comuni di schierarsi per ottenere la revoca dell’incremento dell’imposta, indipendentemente dall’appartenenza politica delle amministrazioni.









