Si allungano i tempi per il rientro in Italia di Dina Alberizia, attivista originaria di Foggia residente in Piemonte, e di Domenico Centrone, docente dell’Università di Bari e originario di Molfetta. I due fanno parte del gruppo di attivisti italiani fermati in Libia il 24 maggio scorso durante la missione umanitaria del Global Sumud Land Convoy diretta verso la Striscia di Gaza.
Come riferisce Repubblica Bari, il procuratore libico ha disposto la prosecuzione della custodia cautelare fino alla prossima udienza, rinviando di fatto il ritorno dei due pugliesi e degli altri otto attivisti ancora trattenuti dalle autorità libiche.
La missione verso Gaza
Alberizia e Centrone facevano parte della carovana internazionale partita il 15 maggio, nel giorno della Nakba, con l’obiettivo di raggiungere Gaza attraverso il valico di Rafah.
Il convoglio era composto da sette ambulanze, venti case mobili, dieci camion di aiuti umanitari e oltre duecento partecipanti provenienti da più di venticinque Paesi.
Dopo giorni di attesa nei pressi di Sirte, nella cosiddetta “no weapon zone” che separa le due Libie, una delegazione ristretta era stata incaricata di avviare interlocuzioni con le autorità locali per consentire il proseguimento della missione. Proprio in quella fase gli attivisti sono stati fermati dopo aver consegnato i propri documenti ai miliziani.
Il rientro che sembrava vicino
Nei giorni scorsi si era diffusa la convinzione che il rilascio fosse imminente, soprattutto dopo il ritorno in Italia, il 27 maggio, di sei componenti dello stesso convoglio.
Tra loro c’era anche Sara Suriano, insegnante di Andria, rientrata all’aeroporto di Fiumicino con alcuni effetti personali degli attivisti ancora trattenuti, compreso lo zaino di Centrone.
Il rimpatrio dei due pugliesi aveva però subito un primo rinvio a causa delle festività religiose per l’Eid al-Adha, che hanno rallentato l’attività amministrativa e giudiziaria nel Paese nordafricano.
L’intervento della Farnesina
Sul piano diplomatico proseguono le iniziative del Governo italiano. La Farnesina ha confermato che i due connazionali sono comparsi davanti al procuratore e che il console generale d’Italia a Bengasi ha presentato una nuova richiesta formale per poterli visitare.
Il Ministero degli Esteri, insieme all’ambasciata italiana a Tripoli e al consolato di Bengasi, continua a seguire la vicenda in stretto raccordo con le autorità libiche, nel tentativo di ottenere il loro rientro nel più breve tempo possibile.
Il video e le rassicurazioni sulla salute
Nelle ultime ore la pagina Instagram “Maghreb Sumud Organisation” ha pubblicato un video che mostra i dieci attivisti poco prima dell’udienza davanti al procuratore generale libico. Nelle immagini compaiono anche Domenico Centrone e Dina Alberizia.
Dal Coordinamento Molfetta per la Palestina sono arrivate intanto rassicurazioni sulle condizioni del docente barese.
“Nico sta bene”, scrive il movimento in una nota. “La famiglia è informata sullo stato della detenzione e sui passi diplomatici compiuti nelle ultime ore per la sua tutela. Ora però lo vogliamo libero e a casa, perché la sua sola colpa è aver cercato di rompere l’assedio che sta annichilendo la Striscia di Gaza”.
In attesa della prossima decisione delle autorità libiche, resta alta l’attenzione sulla vicenda dei due pugliesi, mentre familiari, amici e associazioni continuano a chiedere il loro immediato rilascio.









