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Home - Mònde e Libera, a Foggia la memoria delle vittime di mafia diventa impegno civile: “Nessuno deve essere lasciato solo”

Mònde e Libera, a Foggia la memoria delle vittime di mafia diventa impegno civile: “Nessuno deve essere lasciato solo”

Nel corso della Festa del Cinema sui Cammini l'incontro con i familiari delle vittime innocenti delle mafie, gli studenti e i rappresentanti di Libera. Al centro il valore della memoria come strumento di cittadinanza attiva e di contrasto alla criminalità organizzata

Di Redazione
1 Giugno 2026
in Cultura&Società, Foggia
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Si è concluso con un forte richiamo alla responsabilità collettiva l’incontro “Memoria come impegno: l’eredità delle vittime innocenti delle mafie”, organizzato nell’ambito della nona edizione di Mònde – Festa del Cinema sui Cammini, in collaborazione con Libera, l’associazione fondata da don Luigi Ciotti. L’appuntamento ha trasformato il festival in uno spazio di riflessione sul valore della memoria e sul ruolo della società civile nella lotta alle mafie.

All’iniziativa hanno partecipato i familiari delle vittime di mafia, tra cui quelli di Nicola Ciuffreda e Giovanbattista Tedesco, gli studenti dell’Istituto Tecnico Pascal, la senatrice Vincenza Rando, la presidente di Libera Francesca Rispoli e la vicepresidente dell’associazione Daniela Marcone, referente nazionale per l’Area Memoria.

Il cinema come strumento contro le mafie

A sottolineare il significato dell’incontro è stato il direttore del festival Luciano Toriello, che ha evidenziato il ruolo dell’audiovisivo nella costruzione della consapevolezza collettiva.

“Portare all’interno del festival questo momento di riflessione è fondamentale per non dimenticare le vittime di mafia e per non lasciare soli i familiari”, ha affermato, ricordando l’importanza del confronto diretto con chi vive quotidianamente il peso della memoria e dell’impegno civile.

“Le storie delle vittime non devono sparire”

Durante il dibattito, Francesca Rispoli ha ribadito la necessità di mantenere viva l’attenzione sulle storie delle vittime innocenti delle mafie anche oltre l’impatto emotivo della cronaca.

“Abbiamo bisogno di un racconto costante, che diventi parte integrante della memoria collettiva e della nostra storia”, ha spiegato, sottolineando l’importanza di inserire questi temi anche nei percorsi scolastici affinché possano diventare patrimonio condiviso delle nuove generazioni.

La solitudine delle famiglie e il ruolo delle istituzioni

Uno dei temi più sentiti dell’incontro è stato quello della solitudine vissuta dai familiari delle vittime e da chi sceglie di denunciare fenomeni criminali.

La senatrice Vincenza Rando ha richiamato l’attenzione sul dovere delle istituzioni di accompagnare queste persone nel loro percorso di ricerca della verità.

“Quando un familiare si sente solo significa che le istituzioni non stanno svolgendo pienamente il proprio compito. Le vittime delle mafie e i loro familiari non chiedono favori, ma il riconoscimento di diritti che appartengono loro per dignità e giustizia”, ha dichiarato.

Le storie di Nicola Ciuffreda e Giovanbattista Tedesco

Particolarmente significativo il richiamo alle figure di Nicola Ciuffreda, imprenditore ucciso dalla Società foggiana per essersi opposto alle richieste estorsive, e di Giovanbattista Tedesco, ex carabiniere e responsabile della vigilanza all’Italsider di Taranto, assassinato dalla Sacra Corona Unita per aver denunciato tentativi di infiltrazione mafiosa. Le loro vicende sono al centro di alcuni lavori audiovisivi realizzati da Luciano Toriello e inseriti nel percorso culturale promosso da Libera.

La memoria come cittadinanza attiva

L’incontro ha coinvolto direttamente gli studenti presenti, chiamati a riflettere sul ruolo delle nuove generazioni nella difesa della legalità e nella costruzione di una cultura della partecipazione.

Il messaggio emerso è stato chiaro: la memoria non può limitarsi alla commemorazione, ma deve trasformarsi in impegno concreto, responsabilità condivisa e partecipazione civile. Un percorso che rappresenta uno dei significati più profondi di Mònde 2026, dove il cammino diventa attraversamento delle coscienze e occasione per trasformare il ricordo delle vittime innocenti in una scelta quotidiana di legalità.

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