Cresce la preoccupazione per la sorte di Leonarda “Dina” Alberizia, attivista originaria di Foggia, e di Domenico “Nico” Centrone, di Molfetta, fermati in Libia mentre partecipavano al Land Convoy della Global Sumud Flotilla, una missione internazionale nata con l’obiettivo di portare solidarietà alla popolazione palestinese della Striscia di Gaza.
A lanciare l’allarme sono numerose associazioni pugliesi impegnate sui temi della pace, dei diritti umani e della cooperazione internazionale, che hanno diffuso un appello pubblico chiedendo l’immediata liberazione dei due attivisti e degli altri partecipanti al convoglio trattenuti nel Paese nordafricano.
Il convoglio diretto verso Gaza
Secondo quanto riferito dalle organizzazioni firmatarie, il Land Convoy avrebbe dovuto raggiungere la Striscia di Gaza passando attraverso il valico di Rafah. Il viaggio si è però interrotto in territorio libico, dove alcuni partecipanti sarebbero stati fermati da milizie riconducibili alle autorità della Cirenaica guidate dal generale Khalifa Haftar.
Tra le persone coinvolte figurano Dina Alberizia e Nico Centrone, insieme ad altri attivisti internazionali che risulterebbero ancora trattenuti in circostanze definite “poco chiare e fortemente allarmanti”.
L’appello alle istituzioni
Nel documento diffuso dalle associazioni si chiede il rispetto dell’incolumità fisica e dei diritti fondamentali degli attivisti, oltre a un intervento urgente delle istituzioni italiane ed europee.
In particolare, i firmatari sollecitano il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, i parlamentari pugliesi e i rappresentanti italiani nelle istituzioni europee ad attivarsi per garantire il rientro in sicurezza dei volontari nel più breve tempo possibile.
Le organizzazioni chiedono inoltre una presa di posizione chiara contro qualsiasi forma di repressione nei confronti delle missioni umanitarie e di pace.
“Impegnati nella solidarietà internazionale”
Nel comunicato, Dina Alberizia e Nico Centrone vengono descritti come cittadini da anni impegnati nella difesa dei diritti umani, nella solidarietà internazionale e nella promozione della pace.
Secondo i promotori dell’appello, il fermo dei due attivisti rappresenterebbe un ostacolo all’azione umanitaria e alla testimonianza nonviolenta portata avanti dal convoglio internazionale.
Mobilitazione in tutta la Puglia
Tra i firmatari figurano numerose realtà associative e movimenti del territorio pugliese, tra cui ANPI Puglia, ARCI Puglia, Libera Puglia, Legambiente Puglia, Pax Christi, la Comunità palestinese di Puglia e Basilicata, oltre a decine di associazioni, reti civiche, gruppi studenteschi e organizzazioni impegnate nel sociale.
L’obiettivo è mantenere alta l’attenzione sulla vicenda e ottenere nel più breve tempo possibile il rilascio degli attivisti coinvolti.
Intanto resta alta l’attesa per eventuali sviluppi diplomatici e per notizie ufficiali sulle condizioni delle persone trattenute in Libia.










