Internet, social network, videogiochi, scommesse online e dipendenze affettive. Sono le nuove fragilità che attraversano il mondo degli adolescenti foggiani e che emergono con forza dall’indagine “In-Dipendenti”, presentata a Palazzo Dogana dall’Equipe Territoriale Emmaus al termine di due anni di lavoro nelle scuole superiori del capoluogo.
Lo studio, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e realizzato nell’ambito del progetto “In-Dipendenti”, ha coinvolto circa 1.500 studenti tra i 14 e i 18 anni degli istituti Notarangelo-Rosati-Giannone-Masi, Volta, Marconi, Poerio, Einaudi e Pacinotti, offrendo una fotografia dettagliata delle nuove dipendenze comportamentali tra i giovani.
Metà degli studenti: “Senza internet la vita sarebbe vuota”
Uno dei dati più significativi riguarda il rapporto con la tecnologia. Quasi il 50% degli studenti intervistati dichiara che senza internet avrebbe una vita vuota, mentre una parte consistente del campione ammette di trascorrere online gran parte della giornata.
Tra le ragazze il 47,6% utilizza internet per oltre quattro ore al giorno, contro il 37,8% dei ragazzi. I social network rappresentano l’attività principale per quasi il 90% delle studentesse e per il 65,2% degli studenti.
Non solo. Il 34,4% delle ragazze afferma di aver tentato di ridurre l’uso di internet senza riuscirci, mentre il 44,6% delle adolescenti e il 36,6% dei ragazzi ammette di andare a dormire tardi a causa dello smartphone.
Gioco online, scommesse e poker: numeri che preoccupano
Particolarmente allarmanti i dati relativi al gioco d’azzardo online. Quasi il 58% degli studenti dichiara di spendere regolarmente denaro per attività legate al gambling digitale, contro il 17,7% delle ragazze.
L’8,8% degli intervistati afferma inoltre di aver provato a smettere senza riuscirci.
Le somme vengono utilizzate soprattutto per scommesse sportive, indicate dal 90% dei giocatori, seguite da casinò online (79%), poker (59%) e videogiochi con acquisti in-app o dinamiche assimilabili al gioco d’azzardo (57%).
Altro dato significativo riguarda i maschi: l’87% dichiara di giocare abitualmente.
Dipendenze affettive e relazioni tossiche
L’indagine ha approfondito anche gli aspetti relazionali. Quasi il 70% delle ragazze ha dichiarato di avere paura di essere abbandonata dal partner, una percentuale quasi doppia rispetto ai coetanei maschi.
Emergono inoltre comportamenti che gli esperti considerano segnali di dipendenza affettiva e relazioni poco equilibrate. Un dato che ha colpito i ricercatori riguarda la maggiore propensione dei ragazzi a rispettare divieti e imposizioni del partner: il 37,8% contro il 21,1% delle ragazze, una tendenza che appare in controtendenza rispetto ai dati nazionali.
L’allarme degli esperti: “Dietro la violenza ci sono le nuove dipendenze”
A lanciare l’allarme è stato Fausto Campanozzi, direttore del Dipartimento Dipendenze Patologiche dell’Asl Foggia.
“Gli stadi delle dipendenze comportamentali sono identici a quelli delle dipendenze da sostanze”, ha spiegato. “Si parte dalla tolleranza e si arriva alla vera e propria astinenza. Nei casi più gravi si manifestano rabbia, aggressività e comportamenti violenti”.
Secondo il medico, fenomeni come baby gang, aggressioni gratuite e altri episodi di violenza giovanile devono essere letti anche alla luce delle nuove forme di dipendenza legate al mondo digitale.
Un lavoro durato due anni
La ricerca è stata coordinata dalla docente dell’Università di Foggia Barbara Angelillis, responsabile scientifica del progetto, e realizzata grazie al lavoro dell’Equipe Territoriale Emmaus nelle scuole e nelle comunità di recupero.
Alla presentazione hanno partecipato, tra gli altri, l’assessora alle Politiche Giovanili del Comune di Foggia Alice Amatore, il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Alfonso Vito, il presidente dell’Associazione Comunità sulla strada di Emmaus Raffaele Ruggiero, il direttore generale uscente dell’Asl Foggia Antonio Nigri, il direttore del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura dell’ospedale di San Severo Angelo De Giorgi e lo psicoterapeuta Giuseppe Centra.
L’indagine rappresenta uno dei più ampi monitoraggi realizzati negli ultimi anni sul territorio foggiano e restituisce un quadro che, secondo gli esperti, richiede attenzione, prevenzione e interventi educativi sempre più mirati.











