“C’è un vuoto di racconto cinematografico”. È l’analisi lucida e critica fatta da Enrico Vanzina, ospite questo pomeriggio a Foggia del quarto appuntamento de “La leggenda dell’artista”, la rassegna promossa dall’Università di Foggia insieme al Centro universitario per la diffusione della cultura e della pratica teatrale e musicale.
Lo sceneggiatore, produttore cinematografico, scrittore e regista ha parlato del momento attraversato dal cinema italiano e del rapporto sempre più distante tra le nuove generazioni e il grande schermo.
“I giovani non vengono più raccontati”
Secondo Vanzina, il cinema ha perso la capacità di rappresentare il mondo giovanile contemporaneo. “Il cinema è cambiato perché in questo momento non è più una prima scelta”, ha spiegato all’ANSA.
“Le nuove generazioni sono meno interessate al cinema perché è diventata la terza o quarta scelta delle loro priorità. E proprio perché il cinema non è più centrale, non si fanno più film che raccontano loro”.
Per il regista si tratta di un fenomeno senza precedenti negli ultimi decenni. “Questa è la prima volta che mi capita di vedere negli ultimi sette, otto, dieci anni un vuoto”.
Da Moretti a Muccino: “Ogni epoca aveva il suo racconto”
Nel corso dell’incontro, Vanzina ha ripercorso anche alcune tappe del cinema italiano contemporaneo, ricordando gli autori che hanno saputo fotografare intere generazioni.
“Quando ho iniziato è arrivato Moretti che ha raccontato la gioventù di quegli anni, poi Verdone, poi noi, Benigni, Nuti, Muccino che ha raccontato i trentenni”.
“Oggi invece non c’è un film che rappresenti davvero la gioventù ed è un grandissimo problema”, ha aggiunto.
“Sono cresciuto tra artisti senza rendermene conto”
Vanzina ha poi raccontato anche il rapporto naturale avuto fin da bambino con i grandi protagonisti del cinema e della cultura italiana, frequentatori abituali della sua famiglia.
“Essendo nato in una famiglia di cinema non avevo la sensazione di parlare con persone speciali”, ha spiegato. “Erano persone carine, interessanti, ma non percepivo la loro grandezza. Solo dopo ho capito di aver vissuto un’infanzia speciale tra pittori, attori, musicisti e registi”.
“Vorrei fare un film sull’Italia di oggi”
Guardando al futuro, il regista ha parlato del desiderio di raccontare il Paese contemporaneo attraverso il cinema. “Ho un film in uscita a settembre”, ha annunciato.
Poi il progetto che considera la sua prossima grande sfida: “Vorrei fare un film per spiegare prima di tutto a me stesso qual è l’Italia di oggi. Manca un film che racconti davvero l’Italia contemporanea”.
Infine il riferimento a uno dei capolavori assoluti del cinema italiano: “Forse il più bel film è stato ‘La dolce vita’, che ha raccontato Roma, che è irraccontabile. Arrivato a questo punto della mia carriera mi piace affrontare sfide complicate”.










