Tre giovani di Manfredonia, tutti classe 2005, sono finiti agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico con l’accusa di aver preso parte a un violento pestaggio avvenuto in una notte di fine 2025 nei pressi della villa comunale e del Castello svevo-angioino, zona dello “spacco”, ritrovo di molti ragazzi.
Il provvedimento cautelare è stato eseguito nella giornata di ieri dai carabinieri della Compagnia di Manfredonia nei confronti dei ragazzi identificati con le iniziali M.P., G.G. e A.F., ritenuti gravemente indiziati dell’aggressione ai danni di un giovane di circa trent’anni.
Il pestaggio nella notte
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tutto sarebbe iniziato intorno alle 2 di notte con alcuni insulti rivolti alla vittima. La situazione sarebbe degenerata rapidamente fino alla brutale aggressione fisica.
Il trentenne sarebbe stato colpito ripetutamente con calci e pugni e scaraventato a terra. Anche quando era ormai inerme, gli aggressori avrebbero continuato a colpirlo con violenza soprattutto al volto e alla testa.
L’episodio si sarebbe consumato nella zona compresa tra la villa comunale e il Castello di Manfredonia, in pieno centro cittadino.
Le gravi ferite riportate dalla vittima
Le conseguenze del pestaggio sono state pesantissime. La vittima ha riportato la frattura completa della mandibola, rendendo necessario un delicato intervento chirurgico, oltre a numerose tumefazioni al volto e in varie parti del corpo.
Gli accertamenti svolti dai carabinieri avrebbero consentito di raccogliere elementi ritenuti sufficienti dall’autorità giudiziaria per l’emissione della misura cautelare nei confronti dei tre giovani.
Le minacce dopo l’aggressione
Dalle indagini sarebbe emerso anche un ulteriore particolare inquietante. Dopo il pestaggio, infatti, i tre avrebbero minacciato di morte il giovane aggredito nel tentativo di impedirgli di denunciare quanto accaduto alle forze dell’ordine.
Ora i tre indagati si trovano agli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico, mentre proseguono gli approfondimenti investigativi sulla vicenda.










