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Home - Baia Zaiana, appello alle istituzioni: “Diventi il simbolo di un’Italia che difende il paesaggio”

Baia Zaiana, appello alle istituzioni: “Diventi il simbolo di un’Italia che difende il paesaggio”

Lettera aperta di Vincenzo Rizzi a Presidente della Repubblica e autorità: “Serve un intervento deciso per ristabilire la legalità”

Di Redazione
15 Aprile 2026
in Ambiente, Gargano
Baia Zaiana

Baia Zaiana

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Un appello forte, rivolto alle più alte cariche dello Stato e alle istituzioni locali, per chiedere un intervento immediato sulla vicenda di Baia Zaiana, nel territorio di Peschici. A firmarlo è Vincenzo Rizzi, vicepresidente nazionale della Federazione Pro Natura, che ha inviato una lettera aperta per sollecitare chiarezza e azioni concrete su uno dei casi più controversi legati alla tutela ambientale sul Gargano.

La denuncia sugli abusi

Nella lettera, Baia Zaiana viene descritta come uno dei luoghi più preziosi e fragili del paesaggio garganico, ma anche come un caso emblematico del rapporto tra legalità e tutela dell’ambiente.

Rizzi ripercorre le tappe degli interventi ritenuti abusivi, a partire dallo spianamento delle dune e dall’apertura illegale di una strada sul costone roccioso tra il 2011 e il 2013. Un percorso che, secondo quanto ricostruito, sarebbe proseguito fino al 2018, anno in cui l’area fu sequestrata dopo la realizzazione di una strada lunga 135 metri, completa di muri controterra, cordoli e scalini in calcestruzzo.

Tutto in un’area sottoposta a vincoli paesaggistici, idrogeologici e sismici, inserita nel Parco Nazionale del Gargano e nella rete Natura 2000.

I provvedimenti e gli sviluppi recenti

Nel testo viene richiamata anche l’ordinanza di demolizione e ripristino emessa nel 2019. Tuttavia, secondo quanto denunciato, gli interventi non si sarebbero fermati.

Un nuovo episodio viene collocato nel 2025, quando solo l’intervento dei carabinieri di Vico del Gargano avrebbe bloccato un’ulteriore colata di cemento.

Tra gli elementi segnalati figura anche la presenza di un ristorante all’interno di un grottone lungo il costone, con opere di pavimentazione, in un contesto per il quale, si sottolinea, non sarebbero state chiarite in modo trasparente le condizioni di sicurezza e compatibilità ambientale.

Il richiamo alla legge e alla Costituzione

La vicenda, secondo Rizzi, non riguarda soltanto un abuso edilizio, ma chiama in causa principi fondamentali dell’ordinamento. Nella lettera vengono citati l’articolo 9 della Costituzione, il Codice dei beni culturali e del paesaggio, le norme sui siti Natura 2000 e la disciplina di tutela del Parco Nazionale del Gargano.

Un passaggio è dedicato anche al ruolo dei cittadini e del movimento ambientalista, con un riferimento alla famiglia Pellikan, indicata tra coloro che negli anni hanno sostenuto con maggiore impegno questa battaglia.

L’appello alle istituzioni

La richiesta alle istituzioni è chiara: rompere il silenzio, accertare eventuali responsabilità e garantire il ripristino della legalità e la piena tutela del paesaggio.

Baia Zaiana, si legge, deve diventare “il simbolo di un’Italia che non accetta l’illegalità, che non considera negoziabile il paesaggio e che non lascia che il silenzio diventi la tomba dei giusti”.

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Tags: abusi ediliziAmbienteBaia ZaianagarganolegalitàParco Nazionale del GarganoPeschiciPro NaturaPugliaVincenzo Rizzi
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