Dopo l’inaugurazione lo scorso 11 marzo al Palazzetto dell’Arte ‘Andrea Pazienza’, dove ha registrato un significativo numero di visitatori fino alla chiusura del 21 marzo, e la parentesi del 18 marzo presso la CREO Gallery, la rassegna “MA/DONNE 2026 – Mobilitazione Arte Contemporanea”, organizzata da CREO Gallery – Arte Ricerca Sperimentazione con la direzione artistica di Angelo Pantaleo e dall’assessorato alla Legalità e Sicurezza del Comune di Foggia, vivrà un ulteriore atto al Museo Civico da domani, mercoledì 25 marzo (inaugurazione alle ore 18) a martedì 31 marzo. Il tema scelto è “La Manipolazione”, una riflessione artistica e sociale sui meccanismi che influenzano la percezione della realtà e alimentano stereotipi e narrazioni distorte, e numerosi sono gli artisti coinvolti, a conferma della vivacità della scena contemporanea.
Di seguito, un testo di presentazione a cura di Sergio Imperio.
MA/DONNE 2026 – La Manipolazione/ Atto Quarto
Un rito, un incontro con l’oscuro potere delle influenze che ci attraversano senza tregua. Non è solo una rassegna, ma un terreno in cui l’arte si fa esperienza corporea e mentale della manipolazione: politica, sociale, culturale, ma anche intima, privata, carnale. Gli artisti intrecciano i loro corpi creativi in un dialogo che sfida la linearità della comprensione, rivelando la pervasività delle forze che plasmano desideri e percezioni. Le opere non mostrano semplicemente il controllo, ma lo incarnano: installazioni, pittura, fotografia, diventano dispositivi in cui lo spettatore è provocato, sedotto, messo in crisi. Lo sguardo non è neutro: è testimone e complice, esposto tra il visibile e l’invisibile, tra consenso apparente e persuasione nascosta. La manipolazione diventa allora carne e pensiero, un’energia che attraversa spazi, corpi e linguaggi, e che invita a un’esperienza critica che è insieme erotica e intellettuale. Il progetto insiste sulla dimensione relazionale dell’arte: l’opera non è oggetto da contemplare, ma campo di tensione e contagio. Attraverso questa lente, La Manipolazione non èI.. solo tema, ma paradigma: strumento per decostruire le gerarchie, per riconoscere le catene invisibili che modellano comportamenti e narrazioni collettive. L’arte, in questo contesto, si fa luogo di eccesso e rivelazione, spazio dove il limite del controllo e dell’influenza si mostra e si interroga, confermando la propria capacità di trasformare la visione in esperienza e la percezione in conoscenza radicale.










