Controlli serrati nelle campagne della provincia di Foggia per contrastare il lavoro nero e le condizioni irregolari nel settore agricolo. È il bilancio dell’attività svolta dall’Ispettorato territoriale del lavoro di Foggia nell’ambito del progetto “A.L.T. Caporalato T.R.E.”, finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione.
Nel corso della task force, attivata nella prima settimana di marzo, gli ispettori hanno effettuato 31 accessi ispettivi, verificando complessivamente 108 posizioni lavorative. Le verifiche, condotte insieme agli ispettori degli ITL di Bari, Brindisi e Campobasso-Isernia, ai carabinieri del NIL di Foggia e con il supporto dei mediatori dell’OIM, hanno fatto emergere irregolarità in 9 aziende agricole.
Lavoro nero e sospensioni
Tra i dati più rilevanti, la presenza di 12 lavoratori completamente in nero, situazione che ha portato all’adozione di tre provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale. Per ciascun caso sono state applicate le previste maxisanzioni.
Sicurezza e violazioni
Non solo lavoro irregolare. Gli ispettori hanno accertato anche 6 violazioni in materia di salute e sicurezza, tra cui la mancata formazione obbligatoria, l’assenza di sorveglianza sanitaria e carenze nella manutenzione delle attrezzature agricole.
Sanzioni per oltre 60mila euro
Il totale delle sanzioni amministrative elevate ammonta a 61.800 euro, a conferma della portata delle irregolarità riscontrate.
L’operazione rientra nelle attività di contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo, fenomeno ancora diffuso nel comparto agricolo del territorio.












