Lo stress da lavoro è un problema sempre più concreto, diffuso e impattante, tanto che tra i buoni propositi per il 2026 ci sarebbe per molti quello di cambiare lavoro. Una condizione auspicata dal 44% degli italiani, stando a una recente ricerca del portale Unobravo.
C’è però un corto circuito vizioso. La ricerca di un nuovo lavoro, in un mercato particolare e spesso difficile come quello odierno, provoca a sua volta stress: questo nel 55% dei casi, a fronte di conseguenze negative per la salute mentale nel 42% dei casi.
Numeri importanti, con ripercussioni considerevoli sulla sfera privata, che vedono spesso alla base un mix di cause specifiche e altre più generali, come gli stipendi mediamente più bassi della media UE.
Questa situazione, quando si verifica, può risultare ostica da affrontare e può rendersi necessario l’intervento di uno psicologo: qualcosa da valutare con particolare attenzione e senza alcun pregiudizio.
Il supporto di uno psicologo non è l’unico che può giovare alla persona. Oggi esistono alcune particolari tipologie di integratore antistress utili a sostenere il metabolismo nervoso e la concentrazione, favorendo la performance mentale anche nei periodi più complessi e frenetici.
Occorre poi prendere consapevolezza che lo stress è una reazione fisiologica del corpo: è una reazione a una difficoltà. In quanto tale va ascoltato, riposando, alleviando, rilassandosi e curando la dieta. Diversamente tanto un integratore antistress quanto l’andare da uno psicologo competente potrebbero non essere sufficienti.
Stress da lavoro: cos’è esattamente
Lo stress da lavoro, noto anche come stress da lavoro correlato, rappresenta una reazione dell’organismo che intercorre quando sul luogo di lavoro vengono poste delle richieste che la persona vive come eccessive rispetto alle sue reali capacità, esigenze o risorse.
Tale reazione può manifestarsi con un insieme di sintomi sia fisici che emotivi ed è dunque legata a una condizione di squilibrio che va oltre il semplice affaticamento. L’impatto è concreto sulla salute psicofisica dell’individuo e potrebbe degenerare nello sviluppo di altre patologie.
Pertanto, lo stress non è da intendere come una condizione astratta: gli esperti di Myo a Foggia hanno dimostrato che è possibile misurarlo, grazie a un test non invasivo della durata di 5 minuti.
Lo studio ha poi attestato ulteriormente che corpo e mente sono davvero correlati e che uno degli incentivi all’autostima è l’attività fisica, la prima forma di prevenzione dello stress.
Una situazione che interessa anche la Puglia
Lo stress da lavoro correlato è una condizione diffusa a livello globale. È quanto emerge dai dati dell’OMS, che raccontano di circa 12 miliardi di giornate perse a causa di ansia e depressione legate alla sfera professionale.
Una situazione che riguarda da vicino anche la Puglia, secondo quanto reso noto da La Repubblica, essendo aumentate in maniera esponenziale le richieste d’aiuto psicologico. A risultare particolarmente pressati sarebbero i baresi, in un quadro nazionale che vede la Regione al nono posto in Italia per difficoltà inerenti lo stress lavorativo.
A Foggia la situazione è migliore rispetto a Bari, ma non cambia la fascia d’età più interessata dal fenomeno, che è quella a inizio carriera, ovvero i giovani tra i 24 e i 34 anni.
La richiesta di supporto psicologico interessa anche coloro che desiderano fare un cambiamento. Tra gli elementi di maggiore stress durante la ricerca del lavoro si segnalano fenomeni come l’assenza di feedback, il livello elevato di competizione, i tempi lunghi d’attesa e la scarsa trasparenza dal punto di vista economico.












