Dopo l’aggressione avvenuta all’Istituto Superiore Einaudi di Foggia, dove un docente è stato colpito da un genitore all’interno dell’aula in presenza degli studenti, interviene il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani.
In una nota ufficiale, il presidente Romano Pesavento esprime “ferma condanna per la grave aggressione”, sottolineando come l’episodio non possa essere relegato a un fatto isolato ma debba essere letto come un segnale preoccupante per l’intero sistema educativo.
“Erosione del riconoscimento sociale della funzione docente”
Secondo il Coordinamento, negli ultimi mesi si registrerebbe un incremento delle aggressioni ai danni del personale scolastico, fenomeno che evidenzierebbe “una preoccupante erosione del riconoscimento sociale della funzione docente”.
“La scuola – si legge – non è uno spazio privato né un terreno neutro di conflitto, ma un luogo pubblico in cui si esercita una funzione costituzionalmente garantita”, con riferimento agli articoli 3 e 34 della Costituzione che tutelano, rispettivamente, il principio di uguaglianza sostanziale e il diritto allo studio.
La tutela giuridica del docente
Nel documento si richiama anche il quadro normativo vigente. Il docente, nell’esercizio delle sue funzioni, riveste la qualifica di pubblico ufficiale ai sensi dell’articolo 357 del Codice Penale. Le condotte violente o minacciose nei suoi confronti possono configurare reati quali violenza o minaccia a pubblico ufficiale (articolo 336), oltraggio a pubblico ufficiale (articolo 341-bis) e, nei casi più gravi, lesioni personali (articolo 582), con procedibilità d’ufficio.
Per il Coordinamento, la normativa esistente riconosce già la specificità della tutela del personale scolastico, ma occorre un’applicazione rigorosa e uniforme. “Delegittimare il richiamo disciplinare attraverso la violenza significa trasmettere agli studenti un messaggio distorto: che la forza possa sostituire il dialogo”.
L’appello al ministro
Il presidente Pesavento rivolge quindi un appello al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, chiedendo un intervento strutturale che renda effettiva e visibile la tutela del personale scolastico, attraverso il rafforzamento dei protocolli di sicurezza e un monitoraggio costante degli episodi di aggressione.
“Difendere l’integrità dell’ambiente scolastico – conclude la nota – significa proteggere un bene pubblico essenziale. Ogni aggressione a un docente rappresenta un attacco alla funzione educativa della Repubblica e alla qualità della nostra democrazia”.









