Un nuovo intervento del Governo a sostegno della filiera del grano duro rafforza il ruolo della Capitanata come “granaio d’Italia”. Il deputato foggiano Giandonato La Salandra (Fratelli d’Italia), componente della Commissione Agricoltura della Camera, ha annunciato lo stanziamento di ulteriori 10 milioni di euro per il 2025, previsto dal decreto firmato dal Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.
“Si tratta di una notizia di grande valore per la nostra provincia di Foggia, autentico cuore pulsante della produzione cerealicola nazionale — dichiara La Salandra —. Questo intervento porta a 20 milioni di euro le risorse destinate alle imprese che sottoscrivono contratti di filiera di durata almeno triennale. È la conferma dell’impegno del Governo Meloni e del MASAF nel sostenere concretamente i produttori italiani, rafforzando i contratti di filiera e tutelando il reddito degli agricoltori.”
Un lavoro di squadra per la Capitanata
Il parlamentare ha ricordato anche il confronto recente con le associazioni di categoria: “Emerge chiaramente come competenza e costanza stiano portando risultati tangibili per il nostro territorio. Non è alzando la voce che le proprie idee diventano più forti. L’idea di agricoltura che stiamo portando avanti con Fratelli d’Italia è chiara, pur in un contesto complesso come quello europeo, dove è necessario garantire reciprocità e far tornare la PAC a essere un concreto sostegno al reddito.”
“La mia priorità resta lavorare con serietà — ha aggiunto — lasciando le polemiche alla retorica da campagna elettorale.”
Sovranità alimentare e futuro del grano duro
Il deputato sottolinea come il provvedimento “rafforzi una delle produzioni simbolo del nostro agroalimentare: il grano duro. La Capitanata, con la sua storia e le sue eccellenze, è protagonista di questa visione di sovranità alimentare che il Governo Meloni sta costruendo.”
Nel biennio 2024-2025, i fondi complessivi destinati alla filiera ammontano a 52 milioni di euro a livello nazionale. “Sostenere il grano duro — conclude La Salandra — significa investire nel futuro del Paese e nel valore del lavoro agricolo della nostra terra. E dal 1° gennaio 2026, con l’avvio della Commissione unica nazionale (Cun), agricoltori e compratori potranno finalmente stabilirne il giusto prezzo.”










