Non solo Forza Italia. A Foggia, insieme alla lista provinciale del partito azzurro, sono state ricusate anche quelle dei Popolari per Decaro e del candidato governatore Sabino Mangano. Lo riporta La Gazzetta del Mezzogiorno, spiegando che la decisione dei magistrati foggiani – presieduti dal giudice Carmine Luca Volino, con Federica Porcelli e Antonella Cea – è arrivata sabato, in seguito a irregolarità riscontrate nella documentazione depositata per le Elezioni Regionali Puglia 2025.
Il caso Forza Italia: manca l’autentica del notaio
Sebbene Forza Italia, essendo rappresentata in Parlamento, sia esonerata dalla raccolta delle firme, l’Ufficio elettorale circoscrizionale di Foggia ha rilevato un vizio formale nella dichiarazione che ne attesta il diritto. Il documento, firmato dal capogruppo alla Camera Paolo Barelli, è stato autenticato da un altro parlamentare e non da un notaio, come invece impone la legge regionale pugliese. Da qui la ricusazione della lista.
Una decisione che, secondo quanto riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno, non trova uniformità a livello regionale: in altre commissioni circoscrizionali, infatti, la stessa procedura è stata ritenuta valida, in linea con quanto previsto in altre Regioni, come la Calabria. Nella lista azzurra è stata inoltre riscontrata un’ulteriore irregolarità, ritenuta sanabile, relativa all’autentica delle accettazioni di candidatura da parte di funzionari comunali non formalmente delegati.
Popolari per Decaro e lista Mangano: altri nodi da sciogliere
Per i Popolari per Decaro, promossi dall’assessore uscente Gianni Stea, il problema riguarda il delegato supplente, che non risulterebbe iscritto nelle liste elettorali di Foggia. Un’anomalia che, in altre province, è stata superata con la semplice cancellazione del nome del supplente, figura non obbligatoria per la presentazione della lista.
Diversa la situazione per la lista che sostiene Sabino Mangano che a l’Immediato ha spiegato: “Le motivazioni rilevate sono due: le liberatorie dei due simboli sono state correttamente fornite ma a loro parere le firme delle liberatorie dovevano essere autenticate (i manuali non indicano o prevedono ciò). Le autentiche di 4 firme, a loro dire, sono state effettuate da impiegati e non da soggetti preposti con autorizzazione del sindaco (anche in questo caso non capiamo come possano asserire questa cosa visto che i manuali non indicano di allegare la delega del sindaco!). Questa mattina, a dimostrazione della assoluta correttezza di quanto depositato. abbiamo presentato comunque due PEC relative alle liberatorie e fornito prova delle deleghe dei soggetti incaricati alle autentiche. Siamo certi che la lista verrà riammessa”.
Le prossime ore decisive
I rappresentanti delle liste sono stati convocati questa mattina davanti ai magistrati del Tribunale civile di Foggia per presentare le proprie controdeduzioni. Qualora la ricusazione venisse confermata, ci sarà la possibilità di presentare reclamo entro 24 ore alla Commissione elettorale centrale presso la Corte d’Appello di Bari, che dovrà pubblicare il decreto definitivo di ammissione dei candidati alle elezioni del 23 e 24 novembre. In ultima istanza, resta aperta la via del ricorso al Tar.











