Il fenomeno del lavoro nero in agricoltura resta una piaga diffusa nel Foggiano. Lo conferma il bilancio delle attività svolte a fine agosto dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Foggia, che ha intensificato i controlli in un comparto storicamente esposto al rischio di sfruttamento e irregolarità contrattuali.
Il report delle ispezioni
Le verifiche hanno riguardato 16 aziende agricole del territorio. In 14 casi, pari a quasi il 90% del campione, sono emerse violazioni alla normativa vigente. Nel complesso sono stati controllati 85 rapporti di lavoro e accertate 25 posizioni irregolari, 19 delle quali completamente in nero.
L’attività ispettiva ha portato all’adozione di 5 provvedimenti di sospensione imprenditoriale, legati al superamento della soglia del 10% di lavoratori irregolari rispetto al totale degli occupati.
Sanzioni e conseguenze
Alle aziende coinvolte sono state comminate sanzioni amministrative per un importo complessivo vicino ai 90mila euro. Un dato che fotografa l’estensione del fenomeno, ma che da solo non basta a misurarne la gravità sociale ed economica.
L’azione repressiva, infatti, va di pari passo con la necessità di affermare un mercato del lavoro equo e trasparente, in grado di valorizzare la legalità e tutelare la dignità dei lavoratori.
Un presidio contro sfruttamento e illegalità
Il contrasto al lavoro nero in agricoltura non riguarda soltanto l’applicazione delle norme, ma ha anche un valore sociale: significa opporsi a forme di sfruttamento che negano diritti fondamentali come la sicurezza, la giusta retribuzione, il riposo e la previdenza.
L’Ispettorato del Lavoro di Foggia rivendica la propria presenza sul territorio come presidio di legalità e strumento di tutela per i lavoratori, nel quadro di un più ampio impegno istituzionale a favore della crescita di un’economia agricola sana e rispettosa delle regole.










