L’inchiesta coordinata dalla Procura di Foggia, che vede al centro un assistente capo coordinatore della Polizia Penitenziaria accusato di furti ripetuti all’interno dell’istituto carcerario, si arricchisce di particolari che emergono dagli atti giudiziari. Oltre al provvedimento cautelare nei confronti dell’uomo, un 50enne foggiano, risultano indagati altri cinque agenti e due dipendenti della ditta appaltatrice incaricata della fornitura di generi alimentari e prodotti per l’igiene destinati alla popolazione detenuta.
Una “spesa” quasi quotidiana
Secondo quanto documentato dagli investigatori della Guardia di Finanza e della Polizia Penitenziaria, l’assistente capo, in servizio all’ufficio sopravitto, avrebbe sottratto più volte generi alimentari e prodotti per la casa prelevandoli dai magazzini della ditta incaricata, per poi portarli fuori dall’istituto. Il modus operandi, ripetuto per mesi, seguiva uno schema preciso: prelievo in magazzino, passaggio intermedio nella caserma degli agenti e successivo trasporto a casa, spesso utilizzando il proprio scooter.
Date, orari e merce sottratta
Le date elencate negli atti vanno dal 16 novembre 2024 al 7 marzo 2025, con episodi quasi sempre avvenuti di mattina. Tra la merce indicata compaiono zucchine, formaggio, limoni, buste di fagioli, bottiglie di olio, scatolette di tonno, pomodori, cioccolata, insalata, succhi di frutta, prodotti per l’igiene personale, detersivi e bevande. In un’occasione l’uomo avrebbe nascosto due bottiglie di olio sotto la divisa; in un’altra, avrebbe occultato un deodorante nella tasca della giacca. Un’altra volta ancora avrebbe occultato sotto la giacca una busta di fagioli e un succo di frutta. Non mancano i particolari curiosi: buste di plastica verde, sempre le stesse, utilizzate come contenitore per portare via la refurtiva e spesso celate all’interno di shopper più grandi.
Il ruolo della video-sorveglianza
L’indagine è stata possibile grazie a un’intensa attività di osservazione e controllo all’interno dei locali gestiti dalla ditta fornitrice, con intercettazioni audio-video e acquisizione di immagini dal sistema di videosorveglianza del carcere. Le registrazioni hanno permesso di documentare, giorno per giorno, le uscite dell’indagato con le buste piene, ricostruendo così un quadro ritenuto dagli inquirenti “gravemente indiziario”.
Una rete di complicità da chiarire
Gli investigatori stanno ora verificando l’eventuale ruolo degli altri cinque agenti e dei due dipendenti della ditta appaltatrice, per comprendere se si sia trattato di un’azione individuale o di un sistema consolidato. L’ipotesi della Procura è che la sottrazione di merce fosse abituale e pianificata, con una catena di passaggi studiata per eludere i controlli.











