Un patto per ricostruire la fiducia tra cittadini e istituzioni, soprattutto nei territori che hanno vissuto il trauma dello scioglimento per infiltrazioni mafiose. È stato firmato oggi, nel Palazzo di Governo di Foggia, il Protocollo d’Intesa per la Legalità e la Trasparenza nella Pubblica Amministrazione, promosso da ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) in collaborazione con la Prefettura di Foggia, Anci Puglia e i Comuni di Foggia, Manfredonia, Cerignola, Mattinata, Monte Sant’Angelo e Orta Nova.
Un modello virtuoso per la Capitanata
L’iniziativa mira a rafforzare i presìdi anticorruzione, promuovere trasparenza e digitalizzazione, e attivare forme di partecipazione civica per garantire un’amministrazione più efficiente e pulita. Un passo fondamentale per territori segnati da gravi crisi istituzionali e commissariamenti, come Foggia, Manfredonia e Cerignola.
“Rafforzare la collaborazione tra le istituzioni per accrescere la capacità amministrativa è fondamentale, in particolare nei Comuni colpiti da scioglimento per infiltrazioni mafiose”, ha dichiarato Giuseppe Busìa, presidente dell’ANAC.
Un fronte unito contro la corruzione
Alla firma erano presenti, tra gli altri, la sindaca di Foggia Maria Aida Episcopo, il sindaco di Cerignola Francesco Bonito, il sindaco di Manfredonia Domenico La Marca, il sindaco di Mattinata Michele Bisceglia, il sindaco di Orta Nova Domenico Di Vito, la vicesindaca di Monte Sant’Angelo Rosa Palomba, la consigliera ANAC Consuelo del Balzo, oltre al vicepresidente di Anci Puglia Noè Andreano e al segretario generale Alfredo Mignozzi.
Il ruolo della Prefettura e dei fondi POC Legalità
“La Squadra Stato è impegnata nel sostenere i Comuni nella costruzione di strategie efficaci contro mafie e corruzione”, ha evidenziato il prefetto Paolo Giovanni Grieco, ricordando anche il ruolo del Programma Operativo Complementare Legalità 2014–2020, strumento strategico per il rafforzamento dei percorsi amministrativi nei contesti più fragili.
Dalle parole ai fatti: cosa prevede il protocollo
Il documento firmato oggi prevede azioni sperimentali e integrate per il potenziamento dei sistemi anticorruzione, la digitalizzazione dei procedimenti amministrativi, la formazione del personale e l’attivazione di canali di controllo civico. Un approccio multilivello per migliorare il funzionamento degli enti locali e creare un modello replicabile a livello nazionale.
Un impegno condiviso per il futuro
“La prevenzione e il contrasto alla corruzione sono condizioni indispensabili per il miglioramento delle condizioni socio-economiche delle comunità”, ha sottolineato Andreano (Anci). Il protocollo rappresenta non solo un atto formale, ma un segnale politico forte: i territori più esposti non vogliono più restare indietro e sono pronti a rispondere con strumenti concreti, trasparenti e condivisi.












