Era regolarmente in servizio anche la notte dell’arresto, ma al lavoro non ci è mai andato. Perché stavolta a bloccarlo sono state le manette. Sante Alessandro Baccaro, 50 anni, medico anestesista dell’ospedale di Bisceglie, è finito agli arresti domiciliari con accuse pesantissime: truffa aggravata ai danni del servizio sanitario nazionale e falso in attestazioni e certificazioni di servizio. A riportarlo è La Gazzetta del Mezzogiorno.
L’ordinanza di custodia cautelare, firmata dal giudice Lucia Altamura su richiesta del pubblico ministero Francesco Tosto, è stata eseguita poche ore prima dell’inizio di un turno che Baccaro, secondo l’accusa, non avrebbe mai coperto. Il medico – in servizio nel reparto di Terapia intensiva e specialista in anestesia e terapia del dolore – sarà interrogato nelle prossime ore per l’udienza di garanzia.
Le indagini sono partite in seguito a un esposto alla Procura di Trani, che ha delegato gli accertamenti alla Polizia di Stato. Secondo quanto ricostruito, il medico avrebbe messo in piedi un vero e proprio sistema di assenteismo, abbandonando ripetutamente il posto di lavoro dopo aver timbrato il cartellino. Talvolta, avrebbe lasciato l’ospedale subito dopo il passaggio di consegne con i colleghi, per tornare solo a fine turno o in caso di urgenze. A documentare le sue assenze ingiustificate, anche i pedinamenti degli investigatori, che lo hanno più volte visto allontanarsi in sella a una moto per rientrare nella propria abitazione o sbrigare faccende personali.
L’abitudine ad assentarsi si sarebbe ripetuta soprattutto nei turni pomeridiani e durante le guardie notturne, lasciando scoperto un reparto critico come quello della Terapia intensiva. Una condotta, secondo la Procura, già segnalata in più occasioni anche ai superiori. Nonostante ciò, il medico avrebbe continuato a violare i doveri d’ufficio, facendo scattare l’arresto per rischio di reiterazione del reato e inquinamento probatorio.
A seguito dell’arresto, la Asl Bat ha disposto la sospensione cautelare del medico, come previsto dalla normativa. Nei prossimi giorni dovrà essere attivato anche il procedimento disciplinare.
Non è la prima volta che la magistratura accende i riflettori sul sistema sanitario della provincia. Sempre su impulso del pm Francesco Tosto, lo scorso anno era scattato l’arresto per Francesco Nemore, radiologo accusato di concussione e peculato, insieme all’infermiera Cosima Abbattista. Secondo gli inquirenti, i due gestivano una lista d’attesa parallela, riservando esami gratuiti o “in nero” ad amici, parenti e raccomandati. In quel caso, il medico ha poi scelto di andare in pensione, mentre l’infermiera è stata reintegrata.










