Un appello vibrante e carico di significato quello lanciato dal vescovo di Foggia-Bovino, monsignor Giorgio Ferretti, in occasione della solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, il Corpus Domini. Un messaggio alla città che è insieme denuncia e speranza, preghiera e invito concreto a farsi carico delle fragilità del territorio.
“C’è una folla affamata anche a Foggia”
“Voi stessi date loro da mangiare!”, è il grido del Vangelo scelto come chiave di lettura da monsignor Ferretti, che invita a guardare Foggia come una delle folle di cui parla il Vangelo: “Una folla affamata di vita, di senso, di parola. Anziani lasciati soli, adolescenti disorientati e talvolta violenti, scoraggiati e delusi. E poi c’è la violenza, quella delle armi, degli agguati, degli atti di sopraffazione che ancora insanguinano le nostre strade”.
Un richiamo che tocca le emergenze sociali della città, dal disagio giovanile alla solitudine degli anziani, fino alla criminalità che continua a colpire nel cuore della comunità foggiana.
“Gesù ci chiede di fidarci, non di fare l’impossibile”
Ma il cuore del messaggio del vescovo è rivolto all’Eucaristia come incontro trasformante. “Anche noi – scrive – siamo quella folla che accorre a Gesù. E anche noi ci sentiamo impotenti, come i discepoli. ‘Non abbiamo che cinque pani e due pesci’. Eppure è da quella povertà condivisa che può nascere il miracolo”.
L’invito è a non fuggire dalla realtà, ma a rimanere “dentro la folla della città”, portando ciascuno il proprio contributo di fiducia, solidarietà e dono di sé. “Gesù non ci chiede l’impossibile, ma ciò che siamo. È Lui che spezza, benedice, moltiplica il bene. È Lui che trasforma l’anonimato in comunione, la miseria in abbondanza”.
“L’Eucaristia scuote, cambia, chiede”
Per monsignor Ferretti, l’Eucaristia non è un rito da vivere con passività, ma un gesto che interpella la vita concreta, quella personale e quella collettiva: “L’Eucaristia è la presenza reale di Cristo nel nostro tempo, nella nostra città. Non è rito vuoto, ma l’incontro che chiede una risposta”.
“Camminare con Gesù per servire, per cambiare la città”
Il messaggio si chiude con un’immagine intensa: “Anche stasera Gesù si fa pane. Si dona ancora. Cammina con noi nella città”. L’invito del vescovo è a seguire questa presenza viva, a vivere secondo la logica del dono: “Così la nostra vita diventerà feconda, gli uomini e le donne troveranno un senso, e la città potrà cambiare”.
Un’esortazione che suona come una chiamata collettiva alla responsabilità e alla speranza, nella Foggia segnata da fragilità ma ancora capace, come dice il Vangelo, di vedere il miracolo nascere da cinque pani e due pesci.









