Il 24 giugno Vladimir Luxuria, al secolo Vladimiro Guadagno, compirà 60 anni. È nata a Foggia nel 1965 ed è diventata nel tempo una figura simbolo della battaglia per i diritti civili in Italia, ma anche una presenza costante nel mondo dello spettacolo e della cultura. Attivista, scrittrice, attrice, opinionista, conduttrice e, per un periodo, anche parlamentare. Luxuria ha fatto della visibilità una forma di resistenza e del coraggio un manifesto personale.
Infanzia difficile e consapevolezza precoce
Dietro il sorriso che mostra con disinvoltura nei salotti televisivi si nasconde una storia complessa, che lei stessa ha raccontato pubblicamente più volte. Fin da bambina ha capito di non riconoscersi nel genere assegnato alla nascita, un percorso reso difficile da una società profondamente ostile verso la diversità. L’adolescenza è stata segnata dal bullismo, da aggressioni verbali e fisiche, e da una solitudine che ha cercato di affrontare anche attraverso esperienze estreme, come il lavoro come prostituta.
Non ha mai nascosto il suo rapporto complicato con il corpo, né le operazioni cui si è sottoposta: elettro-coagulazione per inibire la barba, rinoplastica, mastoplastica. Eppure, non ha mai completato il percorso di transizione chirurgica, decidendo di mantenere una propria dimensione identitaria che non si lasciasse racchiudere in definizioni rigide.
Attivismo, teatro e televisione
Laureata in Lingue e Letterature straniere, a fine anni ’80 comincia la sua militanza nel movimento per i diritti LGBT. Nel 1994 organizza il primo Gay Pride d’Italia, un evento storico per la visibilità queer nel nostro Paese.
Parallelamente, inizia la carriera artistica: cantante nei locali romani come il Piper, attrice al cinema e a teatro. Il suo primo ruolo sul grande schermo è in “Cena alle nove” di Paolo Breccia, ma sarà la scena teatrale a darle le prime soddisfazioni, con titoli come “Emozioni” di Sergio Japino e “Elena” di Euripide.
La vera popolarità arriva con la televisione: dal 1999 al 2005 è ospite fissa del Maurizio Costanzo Show. Da lì parte una lunga sequenza di partecipazioni televisive, da opinionista a concorrente fino alla conduzione: da L’isola dei famosi a Tale e Quale Show, da Il cantante mascherato a Back to School, fino alla radio con Il rosso e il nero.
L’ingresso in politica e l’esperienza in Parlamento
Nel 2006 Luxuria entra in Parlamento. Si candida come indipendente nelle liste di Rifondazione Comunista e viene eletta alla Camera dei Deputati nella circoscrizione Lazio 1. È la prima persona transgender a entrare in un Parlamento nazionale europeo. L’esperienza politica dura una legislatura, interrotta dalla crisi del secondo governo Prodi. Ma segna una tappa epocale per la rappresentanza delle persone LGBT+ in Italia.
Minacce, polemiche e orgoglio
Nel corso della sua carriera ha dovuto affrontare numerosi episodi di intolleranza e violenza. Dalle aggressioni fisiche alle intimidazioni omofobe, spesso raccontate e denunciate pubblicamente, come l’ultimo episodio avvenuto pochi giorni fa. Non sono mancati scontri accesi con esponenti politici. Memorabile l’insulto di Alessandra Mussolini in diretta tv: “Meglio fascista che frocio”, una frase che scatenò un’ondata di indignazione e dibattiti su scala nazionale.
Sessant’anni senza compromessi
Nel 2011 ha ricevuto il Premio Margutta per la letteratura, a conferma del suo impegno anche nel campo della scrittura. Sessant’anni dopo la sua nascita, Vladimir Luxuria continua a essere una figura centrale del dibattito pubblico, capace di esporsi senza paura e senza rinunciare a una sola parte della sua identità. Ha saputo attraversare decenni di trasformazioni culturali, rimanendo fedele a se stessa e contribuendo a cambiare l’Italia, una parola e una battaglia alla volta.










