È destinata a scuotere la giunta regionale l’inchiesta della Procura di Lecce che vede coinvolto Alessandro Delli Noci, assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia. La Guardia di Finanza ha notificato in queste ore 11 richieste di interrogatori preventivi, propedeutici a una possibile emissione di misure cautelari. Secondo quanto riportato da Repubblica Bari, la Procura ha chiesto per Delli Noci gli arresti domiciliari, mentre il giudice per le indagini preliminari Angelo Zizzari ha fissato per martedì 11 giugno l’interrogatorio di garanzia.
Tra gli indagati figurano anche imprenditori, tecnici comunali e figure vicine al mondo politico ed economico di Lecce e Bari.
Il sistema dei fondi e i sospetti di voto di scambio
L’indagine riguarda presunti illeciti nella gestione dei Programmi Integrati di Agevolazione (PIA), strumenti regionali di finanziamento alle imprese. Secondo la ricostruzione degli investigatori del nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Lecce, sarebbe stato attivo un sistema clientelare guidato dall’imprenditore Alfredo Barone, che avrebbe coinvolto pubblici amministratori, lobbisti e professionisti, con l’obiettivo di pilotare i fondi pubblici.
Nel fascicolo compare anche Maurizio Laforgia, figlio di Domenico Laforgia, ex rettore dell’Università del Salento e attuale presidente dell’Acquedotto Pugliese. Secondo gli inquirenti, il figlio dell’ex rettore sarebbe stato un “faccendiere-lobbista” con una rete relazionale funzionale a ottenere vantaggi illeciti.
Per Delli Noci, già assessore comunale a Lecce e oggi figura di riferimento della giunta Emiliano, le accuse si inseriscono in un quadro più ampio che ipotizza anche scambi di favori elettorali. Alcuni imprenditori, secondo gli inquirenti, avrebbero gestito pacchetti di voti in suo favore durante le elezioni regionali del 2020, in cui fu eletto con oltre 17mila preferenze nella lista “Con”.
Delli Noci: “Fiducioso nella magistratura, chiarirò la mia estraneità”
In una nota diffusa oggi, Alessandro Delli Noci ha dichiarato:
“Ho appreso questa mattina di essere oggetto di indagine. Fiducioso come sempre nei confronti della magistratura, attendo di conoscere meglio le accuse che mi vengono rivolte per poter chiarire al più presto la mia estraneità ai fatti che mi vengono contestati”.
Un commento sobrio, che lascia aperta la possibilità di chiarimenti nelle sedi opportune, ma che già segna una prima presa di posizione in attesa dell’interrogatorio fissato per martedì.
Emiliano: “Fiducia nella giustizia e in Delli Noci”
A prendere posizione è stato anche Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, che ha espresso pubblicamente sostegno al suo assessore:
“Abbiamo fiducia nella giustizia e abbiamo fiducia in Alessandro Delli Noci. Aspettiamo di conoscere gli atti processuali e la sua difesa. Le procedure giudiziarie sono necessarie per conoscere la verità e auspichiamo che arrivino a conclusioni certe nel tempo più breve possibile”.
Gli altri indagati e le prossime mosse
Oltre a Delli Noci, figurano tra gli indagati anche Angelo Mazzotta, responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Lecce, gli imprenditori Marino Congedo e Alfredo Barone, e altri soggetti legati a società come Luxuryclass, Rivabella srl, Microbiotech e Italservice srl. Tra i nomi compaiono anche Luciano Ancora, Michele Barba, Nicola Capone, Corrado Congedo, Giovanni Rapanà e Italia Santoro.
L’interrogatorio dell’11 giugno sarà un primo passaggio chiave per comprendere l’effettivo coinvolgimento delle persone al centro dell’indagine. Ma già da ora il caso potrebbe avere ripercussioni politiche significative, in una giunta che negli ultimi mesi è apparsa già attraversata da tensioni interne.













