Un commento violento, di quelli che fanno male non solo per le parole usate, ma per il veleno che portano dentro. “Mi augura lunghe agonie di salute… per i miei stipendi ingiustificati”. Così un utente, tale “F.A.”, si è rivolto su un social network alla sindaca di Foggia, Maria Aida Episcopo, che ha deciso di rendere pubblico l’episodio con un post in cui condanna fermamente ogni forma di odio online.
“Intanto gli stipendi – o meglio, le indennità – sono uguali per tutti i sindaci d’Italia, anche per il proprio sindaco del cuore”, ha scritto la prima cittadina, specificando che si tratta di compensi previsti per legge. Ma al di là del merito, la sindaca ha voluto soprattutto sottolineare la gravità del linguaggio usato.
“Queste cose non si dicono neanche al diavolo in persona!”, ha affermato, rivolgendosi direttamente all’autore del commento con un appello al ravvedimento. Non è la prima volta che la sindaca di Foggia è bersaglio di critiche e attacchi sui social: presenza costante sui canali online, è solita commentare, rispondere e confrontarsi anche con chi esprime opinioni contrarie. Ma questa volta, il limite è stato superato.
“Mi opporrò sempre in tutti i modi possibili a questo odio che circola in libertà”, ha scritto Episcopo, aggiungendo di essere “resiliente”, ma determinata a non accettare che il confronto politico o pubblico possa trasformarsi in violenza verbale.
Il post della sindaca ha raccolto numerosi messaggi di solidarietà da parte di cittadini e rappresentanti delle istituzioni, mentre cresce il dibattito sull’impatto dei social nel discorso pubblico e sui pericoli della deriva d’odio che sempre più spesso colpisce chi è esposto, soprattutto nel mondo politico.









