Oggi, 14 marzo 2025, ricorre il 27º anniversario dell’omicidio di Nadia Roccia, un caso che sconvolse la comunità di Castelluccio dei Sauri, in provincia di Foggia, e l’intero Paese. Nel 1998, la giovane diciottenne fu brutalmente assassinata dalle sue due migliori amiche, Anna Maria Botticelli e Maria Filomena Sica, in un delitto che ancora oggi suscita sgomento e riflessione.
Nadia Roccia era una studentessa modello dell’Istituto Magistrale “Poerio” di Foggia. Il 14 marzo 1998, fu invitata dalle sue amiche nel garage della famiglia Botticelli per una sessione di studio. Qui, intorno alle 18:45, le due ragazze la aggredirono: Sica le strinse una sciarpa intorno al collo, mentre Botticelli la immobilizzava, incitandola a continuare nonostante le esitazioni. Dopo aver constatato la morte di Nadia, le due tentarono di simulare un suicidio, legando una corda al collo della vittima e lasciando una falsa lettera d’addio in cui Nadia confessava un amore non corrisposto per Anna Maria.
Scena del crimine e movente oscuro
Le incongruenze nella scena del crimine e nella lettera insospettirono subito gli inquirenti. L’autopsia confermò che Nadia era stata strangolata con una sciarpa e non impiccata. Inoltre, nelle abitazioni delle due ragazze furono trovati materiali legati al satanismo, e le intercettazioni rivelarono tentativi di depistaggio. Sotto pressione, Botticelli e Sica confessarono il delitto, mostrando un atteggiamento freddo e distaccato durante la ricostruzione dei fatti.
Il movente dell’omicidio rimane tuttora oscuro. Si ipotizzò una gelosia morbosa, legami sentimentali complessi o influenze esoteriche, ma nessuna teoria fu mai confermata.
L’esito giudiziario
L’8 febbraio 1999 Sica e Botticelli vennero condannate in primo grado all’ergastolo ma la difesa fece ricorso in appello per un’ulteriore perizia psichiatrica.
In questa perizia emersero seri problemi mentali per Anna Maria e problemi meno ingenti per Mariena: le due a quanto pare non furono pienamente consapevoli di quanto fecero a causa di un disturbo dissociativo dalla realtà. A questo quadro clinico si aggiunse l’attenuante data dalla confessione delle due in fase istruttoria. Il 22 maggio 2001 le due ragazze vennero condannate a 25 anni di reclusione. Due mesi dopo,la Cassazione annullò le condanne senza rinvio. Il 10 febbraio 2003, la pena delle due ragazze venne ridotta a 21 anni grazie al patteggiamento. Mariena Sica, uscita brevemente di carcere dopo la decorrenza dei termini della custodia cautelare, tornò in cella quando la sentenza divenne definitiva e scontò la sua pena fino al 2013 quando fu scarcerata per buona condotta. Pochi mesi dopo la condanna, invece, Anna Maria Botticelli venne scarcerata a causa dell’aggravarsi della sclerosi multipla di cui soffriva fin da bambina. Attualmente le due vivono sotto nuova identità in Toscana e Veneto.
A distanza di 27 anni, la memoria di Nadia Roccia continua a vivere nella comunità di Castelluccio dei Sauri, ricordando l’importanza di vigilare sulle dinamiche relazionali e sull’influenza che queste possono avere sui giovani.













