Un’operazione di grande impatto per contrastare l’introduzione di droga e telefoni cellulari all’interno della casa circondariale di Foggia. È quella condotta nella giornata di oggi, 5 marzo 2025, da un centinaio di agenti della polizia penitenziaria provenienti da tutta la Puglia, su disposizione della Dirigenza Generale Regionale, guidata dal Provveditore dottor Berdini.
Il blitz, eseguito nel rispetto delle norme sulla dignità dei detenuti, ha portato al sequestro di un ingente quantitativo di stupefacenti di vario genere e numerosi dispositivi mobili, strumenti fondamentali per la comunicazione illecita con l’esterno e la gestione di traffici criminali.
A esprimere soddisfazione per l’operazione è stato il segretario regionale dell’OSAPP Puglia, Ruggiero Damato, che ha elogiato il lavoro degli agenti: “Questa è la polizia penitenziaria, uomini e donne che con professionalità, dedizione e attaccamento al servizio operano in condizioni estremamente difficili. Non siamo aguzzini o picchiatori, ma servitori dello Stato”.
Condizioni di lavoro al limite, turni fino a 24 ore consecutive
L’operazione odierna è stata portata a termine nonostante le gravi criticità che il corpo di polizia penitenziaria affronta ogni giorno, a partire dalla carenza cronica di personale, che costringe gli agenti a turni massacranti di 10, 12 e in alcuni casi anche 24 ore consecutive.
“Nonostante queste difficoltà – ha sottolineato Damato – i poliziotti penitenziari hanno dimostrato ancora una volta il loro valore, operando con rigore e professionalità per garantire la sicurezza all’interno del carcere e impedire che il penitenziario diventi un luogo di gestione criminale dall’interno verso l’esterno”.
Un segnale forte contro i traffici illeciti nelle carceri
L’operazione della polizia penitenziaria nel carcere di Foggia rappresenta un segnale forte nella lotta ai traffici illeciti all’interno degli istituti di pena. La presenza di telefonini e droga nelle celle è una delle emergenze più gravi che il sistema penitenziario italiano sta affrontando, facilitando il coordinamento di attività criminali anche dall’interno delle strutture detentive.
Il sequestro odierno conferma quanto la polizia penitenziaria sia impegnata nel contrastare questo fenomeno, nonostante le difficoltà operative e il sottodimensionamento del personale.
“Continueremo a fare il nostro dovere – ha concluso Damato – ma chiediamo alle istituzioni di intervenire con misure concrete per rafforzare il corpo di polizia penitenziaria e migliorare le condizioni di lavoro degli agenti”.










