“Non c’è stata alcuna situazione di pericolo né per il personale medico né per i pazienti in attesa di essere visitati”. Così all‘Ansa la direttrice generale facente funzioni del policlinico Foggia, Elisabetta Esposito, in merito all’aggressione avvenuta ieri sera nel pronto soccorso di Foggia da parte di un detenuto nei confronti degli agenti della polizia penitenziaria, a cui ha cercato di sottrarre la pistola, che lo avevano portato in ospedale per essere visitato.
“Il detenuto – ricostruisce Esposito – è stato accompagnato in ospedale da due agenti della polizia penitenziaria alle 19.38 di ieri sera quando è stato sottoposto a triage con codice arancione per ‘dolori addominali generici’. Sono stati rispettati da parte del personale del pronto soccorso tutti i protocolli. Al detenuto, infatti, è stata riservata una sala interna, dove si trovava da solo insieme agli agenti che lo avevano tradotto in ospedale. È stata avviata la procedura sanitaria. Ad un certo punto, alle 20.40, il medico in servizio al pronto soccorso e il personale sanitario hanno avvertito delle urla provenire dalla stanza del detenuto, precipitandosi in stanza. Sono sopraggiunte anche due guardie giurate in servizio al pronto soccorso e insieme al personale della polizia penitenziaria hanno bloccato il detenuto (che aveva aggredito i poliziotti penitenziari cercando di impossessarsi dell’arma in dotazione ad uno dei due agenti, ndr) e ammanettato”.
“In pochi minuti – prosegue la direttrice – sono sopraggiunte le volanti della questura di Foggia e devo ringraziare il questore per la celerità dell’intervento. Gli agenti hanno riportato tutto alla calma. Alle 21.28 il detenuto ha firmato le dimissioni, rifiutando il proseguo delle indagini medico diagnostiche, facendo rientro nella casa circondariale accompagnato dal personale della penitenziaria”. Esposito ribadisce che “sia i pazienti in attesa, che in alcun modo sono entrati in contatto con il detenuto, sia il personale sanitario non hanno corso alcun pericolo”. (Ansa)









