La Giunta regionale ha approvato lo schema di Accordo di Collaborazione tra Regione Puglia, Comune di Foggia e A.D.I.S.U. Puglia per la realizzazione di una Struttura Integrata di Residenze per Studenti Universitari, dedicata al compositore Umberto Giordano, da insediare nel compendio “Ex Distretto Militare” di proprietà del Comune di Foggia, in contiguità del “Polo Museale Giordaniano”, previsto nel programma CIS Capitanata. L’accordo prevede la collaborazione tra Regione, Adisu e Comune di Foggia per l’insediamento nel compendio ex Distretto di alloggi per studenti, nelle zone dell’edificio che non saranno coinvolte dalla realizzazione del polo museale Giordaniano.
Nei mesi scorsi c’era stato un sopralluogo dell’assessore Giuseppe Galasso per verificare lo stato dei luoghi. Si era accertato che lo spazio fosse troppo esteso per un singolo museo.
Del resto la normativa nazionale è molto chiara. Con l’obiettivo di rispondere all’incremento della mobilità studentesca nazionale e internazionale e al conseguente aumento della richiesta di posti alloggi, molti Paesi europei, a partire dal 2000, hanno intrapreso politiche finalizzate alla realizzazione di alloggi e residenze universitarie, attraverso differenti tipologie di programmi pluriennali di finanziamento (fonte Laterizio.com).
L’Italia, all’inizio del secolo, era la Nazione che presentavano il rapporto più basso tra studenti universitari e disponibilità di posti alloggio.
La legge del 14 novembre 2000, n. 338, in abbinamento con la Legge del 23 dicembre 2000, n. 388, costituisce, per il nostro Paese, il primo programma di finanziamento pubblico finalizzato all’adeguamento e all’incremento del numero di posti alloggio per studenti universitari.
L’apparato normativo ha avuto un’importanza strategica in quanto da un lato ha permesso l’incremento del numero di posti alloggio disponibili, dall’altro ha sancito il passaggio dalla residenza dormitorio alla residenza incubatore: inoltre ha innescato un ulteriore processo virtuoso contribuendo alla riqualificazione di edifici dismessi e alla rigenerazione urbana e sociale di molte aree degradate (Bologna, 2022). Questo è stato possibile perché la norma, oltre a definire standard minimi quali-quantitativi, affronta ambiti più ampi quali la compatibilità ambientale, l’integrazione con la città, la compresenza di livelli di individualità e socialità e l’integrazione delle tecnologie informatiche e multimediali.










