“La porta dell’ospedale è sempre aperta, l’unica che il cittadino trova a disposizione h24. Siamo il punto più esposto”. Così, intervistata dal Messaggero, Paola Caporaletti, direttrice del Pronto soccorso del Policlinico Riuniti di Foggia in merito all’aggressione dei giorni scorsi. “Per quel che viviamo tutti i giorni, provo piuttosto demoralizzazione, rabbia – dice -. Tutti i giorni accadono diverbi e conflitti con i parenti dei pazienti. Aggressioni fisiche. Prima di quella di cui tutti parlano oggi un’altra è avvenuta 3 mesi fa, mentre soccorrevamo una familiare di un paziente. Offese e botte, sono intervenute le forze dell’ordine. Siamo sempre il bersaglio, ora anche sul web”.
Poi sottolinea che non c’era mai stata “un’aggressione così importante. Anche noi ne usciamo sofferenti, provati quando si perde una vita – prosegue -. Non ci si abitua mai alla morte, pur incontrandola tutti i giorni. Serve un’alleanza, l’unico modo che abbiamo per salvarci. Medici e pazienti tutti hanno lo stesso fine: la cura della persona. Dovremmo camminare insieme. Chi aggredisce un medico, aggredisce se stesso”. (Ansa)











