È scontro tra i due candidati alle Comunali di Bari, Michele Laforgia, sostenuto da SI, M5s e Italia Viva, e Vito Leccese, appoggiato da Pd, Verdi e Azione. Dopo l’annullamento delle primarie di domenica prossima, scelta presa da Laforgia e dal M5s poche ore dopo gli arresti per voto di scambio nel Barese, le due anime del centrosinistra sono ai ferri corti e si rischia la spaccatura definitiva. “Io – dice Laforgia rivolgendosi a Leccese – non accetto di ridurre ogni questione ai rapporti tra il Partito Democratico e il Movimento Cinque Stelle, ai tatticismi e alla propaganda. Io non prendo ordini da nessuno. Chi si candida a sindaco aspira a rappresentare l’intera città e risponde all’intera città, senza vincoli di mandato e di partito”.
“In politica – attacca ancora – bisogna dire sempre la verità. Vito Leccese non può negare che sin dalla mattina di ieri ho parlato con lui, e poi con altri autorevoli interlocutori del Pd – e non solo – per cercare una soluzione unitaria. Sa bene che sino a pochi minuti prima di arrivare in piazza della Libertà ho chiesto a lui e al Pd, nella sua massima espressione, di condividere la decisione di sospendere il voto delle primarie”. E prosegue: “La parte più preoccupante della sua nota è quella che sorvola, leggiadra, sulla gravità della situazione in cui ci troviamo, dopo gli arresti di ieri. Marca la distanza facendo nome e cognome di uno degli indagati ma fa finta di ignorare che quella stessa persona (il riferimento è a Sandro Cataldo, marito dell’ex assessora regionale Anita Maurodinoia, arrestato ieri), con il suo movimento politico, doveva partecipare alle primarie. Parliamo della seconda forza del centrosinistra alle elezioni amministrative del 2019, in maggioranza al Comune e alla Regione”.
Anche senza primarie, Vito Leccese è deciso a restare in corsa: “Io resto in campo – scrive sui social -. Vado avanti, insieme alle tantissime persone che ho incontrato in queste settimane e che mi sostengono lealmente. Vado avanti non per me, ma per la città che amo. Per difendere quello che è stato fatto dalle amministrazioni di centrosinistra e per continuare a crescere, migliorando. Lo faccio per quella comunità coesa e forte di cittadini e cittadine che in questi anni si sono sentiti sempre più orgogliosi di essere baresi”.
Conte insiste per Laforgia: “Segno di forte rinnovamento”
Il leader dei 5 stelle, Giuseppe Conte, il primo a dire no alle primarie, si trova a Bari proprio in questi giorni dove continua a sostenere il penalista Laforgia: “Noi qui eravamo all’opposizione, abbiamo accettato di fare un percorso comune ma su determinati presupposti. Se c’è qualcuno che fa finta di nulla o vuole sminuire non ci stiamo. La situazione è oggettivamente grave. Quindi noi diciamo Laforgia, è un candidato non da noi indicato, autorevole serio, segno di rinnovamento rispetto alla giunta uscente e ha tutte le caratteristiche per rimanere in gara, anzi rafforza la sua candidatura di fronte alla indicazione del Pd che, con tutto il rispetto per la persona, si è limitato a designare Leccese che è il capo di gabinetto della giunta uscente”. “Secondo me bisogna, rispettando anche il lavoro fatto dalla giunta uscente – ha detto – dare assolutamente un segno di un nuovo inizio e di un forte rinnovamento con dei presidi di legalità che noi pretenderemo lavorando con chiunque qui a Bari”. (Ansa)












