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Home - “Giù le mani” a Manfredonia, la Procura di Foggia: “L’impianto accusatorio può ritenersi ampiamente confermato”

“Giù le mani” a Manfredonia, la Procura di Foggia: “L’impianto accusatorio può ritenersi ampiamente confermato”

L'intervento dei magistrati dopo la decisione del Tribunale del Riesame di affievolire la misura cautelare per alcuni indagati. Motivazioni entro 45 giorni e possibile ricorso in Cassazione

Di Redazione
28 Marzo 2024
in Cronaca, Manfredonia
Nel riquadro, il procuratore aggiunto Guarriello e il procuratore capo Vaccaro; sullo sfondo, il blitz "Giù le mani"

Nel riquadro, il procuratore aggiunto Guarriello e il procuratore capo Vaccaro; sullo sfondo, il blitz "Giù le mani"

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“Nelle ultime ore organi di stampa locale hanno dato notizie circa gli esiti delle procedure dinanzi al Tribunale del Riesame con riferimento all’indagine di cui al procedimento penale n. 12322/2021/21 che riguarda vicende commesse a Manfredonia e che vedono interessata anche al gestione della pubblica amministrazione comunale”. Inizia così una nota stampa della Procura di Foggia intervenuta sulla recente inchiesta “Giù le mani” e sulla decisione del Tribunale del Riesame di affievolire la misura cautelare per alcuni indagati.

“Le notizie fornite hanno enfatizzato in maniera fuorviante tali decisioni proponendole come una smentita all’impianto accusatorio – afferma nel comunicato il procuratore aggiunto Silvio Guarriello -. Vi è pertanto uno specifico interesse pubblico alla corretta conoscenza delle vicende procedimentali relative ad una complessa e rilevante indagine che ha avuto ampio risalto negli organi di informazione”.

“Ieri il Tribunale del Riesame pronunciandosi in ordine alle istanze di riesame proposte da Michele Antonio Romito, Grazia Romito, Luigi Rotolo, Michele Fatone e Raffaele Fatone ha così deciso: per Michele Romito ha confermato la sussistenza della gravità indiziaria e delle esigenze cautelari, limitandosi a sostituire la misura cautelare del carcere con altra misura cautelare sempre di tipo detentivo (arresti domiciliari). Per Grazia Romito e Rotolo ha operato la riqualificazione giuridica del fatto loro contestato – da ritenersi, quindi, confermato nella gravità indiziaria – da falsità ideologica commessa in atto pubblico (48-110-479 c.p.) a falsità ideologica commessa in autorizzazione amministrativa (48-110-480), ordinando la rimessione in libertà degli indagati in quanto il titolo di reato, così come riqualificato, non consente l’applicazione della misura cautelare di tipo coercitivo”.

E ancora: “Per Raffaele Fatone l’istanza di riesame proposta avverso la gravità indiziaria e le esigenze cautelari è stata rigettata, permanendo quindi l’applicazione degli arresti domiciliari. Per il padre Michele è stata confermata la misura cautelare della custodia in carcere, anche se vi è stato il parziale accoglimento dell’istanza di riesame limitatamente a soli due dei dieci capi di incolpazione a lui contestati, rimanendo ferma la gravità indiziaria per gli altri otto. Non ha proposto riesame l’indagato Angelo Salvemini“.

Poi Guarriello conclude: “Le motivazioni del Tribunale del Riesame saranno depositate entro 45 giorni e l’Ufficio di Procura si riserva di valutare l’eventuale ricorso in Cassazione, in attesa di leggere le motivazioni della decisione, l’impianto accusatorio può ritenersi ampiamente confermato. Occorre evidenziare che le persone sottoposte alle indagini non possono considerarsi responsabili di alcun reato fino alla pronuncia nei loro confronti di una sentenza di condanna definitiva”.

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Tags: Manfredonia
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