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Home - Ex Sofim Foggia, 150 ragazzi perdono il lavoro. Attività sospesa per tre giorni e meno motori “Fuso”

Ex Sofim Foggia, 150 ragazzi perdono il lavoro. Attività sospesa per tre giorni e meno motori “Fuso”

La commessa si è ridotta di circa 16mila unità. L’azienda ha comunicato la propria intenzione di non rinnovare il contratto ad alcuni lavoratori

Di Redazione
23 Febbraio 2024
in Economia, Foggia
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L’attività lavorativa nello stabilimento foggiano FPT Industrial è sospesa per tutti i lavoratori nelle giornate lavorative del 28 e 29 febbraio e il primo marzo. A comunicarlo è stata la direzione aziendale del plant, assicurando che la copertura retributiva per tali giornate sarà garantita dalle ferie residue maturate e non fruite negli anni precedenti e da Par residui.

Ci sono non poche amarezze in zona Asi alla ex Sofim. 150 ragazzi, inseriti nello stabilimento negli ultimi anni, perderanno il lavoro, a causa come scrivono le organizzazioni sindacali, che lo scorso 22 febbraio hanno tenuto un incontro con l’azienda, alla presenza del dottor Retus, della dottoressa Macrelli e del dottor Tarallo, dei volumi di produzione previsti per l’anno in corso e del relativo assetto produttivo.

Come si legge nel comunicato sindacale, l’incontro, sollecitato dalle segreterie territoriali sindacali insieme alle Rsa di stabilimento, ha evidenziato una situazione di crisi del settore, dovuta alla generale incertezza economica e alla transizione energetica in atto, che si riflette in una contrazione della domanda e della produzione di motori.

“I dati forniti dall’azienda hanno mostrato che i volumi di produzione del 2023, raggiunti anche grazie al contributo delle lavoratrici e dei lavoratori con contratto di somministrazione, non sono stati confermati per il 2024, ma si sono ridotti di circa il 7%. In particolare, si prevede una diminuzione della quota di motori F1C ‘Fuso’ e F5 Cnh, mentre si manterrà sostanzialmente stabile quella dei motori per Iveco”.

La commessa di motori Fuso si è ridotta di circa 16mila unità. L’azienda ha pertanto comunicato la propria intenzione di procedere alla naturale scadenza di fine febbraio: non verrà rinnovato il contratto alle lavoratrici e ai lavoratori in somministrazione.

Nel corso dell’anno 2024, in base ai volumi previsti attualmente, sarà necessario ricorrere ad alcune giornate di Cig (Ordinaria).

“Le OO.SS. hanno espresso la propria amarezza e preoccupazione per lo scenario illustrato e hanno chiesto all’azienda se ci sarà la possibilità in futuro, qualora si incontrasse la necessità di un incremento occupazionale legato ad un incremento dei volumi produttivi, di poter tenere in considerazione questo bacino di risorse già formate e sul quale si è investito sia in termini di selezioni che di ore di formazione. L’azienda, dal canto suo, ha sostenuto che, con il dovuto rispetto dei dettami normativi presenti e futuri, non ci sarà alcuna preclusione ad intavolare dei ragionamenti convergenti con quanto richiesto dalle OO.SS., al fine anche di non disperdere il patrimonio di conoscenze e capacità acquisite nel corso dell’anno”.

Sono stati affrontati anche i temi relativi all’impatto sullo stabilimento della transizione energetica in atto, a tal proposito l’azienda ha confermato la volontà di percorrere strade alternative alla sola propulsione elettrica, ma sempre in linea con la neutralità tecnologica, sottolineando che sono diverse le soluzioni praticabili, ma che tutto dipende dalle attuali e future normative europee del settore. A tal proposito, le organizzazioni sindacali, come si legge nella nota, hanno evidenziato la necessità per lo stabilimento foggiano di  avviare un processo di riconversione nell’ottica della transizione energetica.

“Le OO.SS. ribadiscono la propria vicinanza ai lavoratori e alle lavoratrici e la propria disponibilità a continuare il confronto con l’Azienda per trovare le migliori soluzioni possibili per salvaguardare l’occupazione, il reddito e il futuro dello stabilimento”, concludono le Segreterie Territoriali e le Rsa di stabilimento.

Sul tema si è espresso sui social anche il consigliere comunale foggiano Francesco Salemme, detto Cisky, figlio di un sindacalista di FPT. Il politico pentastellato fa un’analisi sulla strategia del gruppo Stellantis, che ha ormai il suo zoccolo duro negli stabilimenti dell’Est Europa e in quelli Psa francesi. A Melfi per fuoriuscire dalla linea di produzione si sono offerti anche 100mila euro ai metalmeccanici.

“In Sofim Foggia 150 ragazzi resteranno disoccupati Questa del cambiamento è un grandissima balla che vende Stellantis – ha scritto Cisky – a discapito degli operai,le operazioni che prima facevano 10 operai le devono fare 3 operai, sono ridimensionamenti di costi dell’azienda che vengono abilmente camuffati, Melfi ad esempio ha già un accordo per produrre la nuova lancia Y elettrica, e comunque ci sono stati già tantissimi licenziamenti nell’indotto, la delocalizzazione su cui si mascherano spesso avviene da un capannone all’altro, su Melfi le cifre dei licenziamenti sono molto più alte e continuano ad aumentare, spesso Stellantis comunica queste tragedie con ordini via PEC, la questione che la Fiat non sia più l’auto del popolo è relativa, le uniche due Fiat prodotte in italia attualmente sono la Panda e la 500x, la prima resta ancora un auto economica, oggi in italia la maggior parte delle auto sono prodotte per il mercato estero specialmente americano le Jeep Renegade e Compass che si fanno a Melfi sono auto che in america comprano i neo patentati, mentre noi italiani compriamo spesso le fiat prodotte in Turchia e Polonia come la Tipo e la 500 piccola, il cambiamento di passo è una scusa a discapito degli operai lavorativamente parlando e della vita economica del paese, PSA negli stabilimenti francesi mantiene costante la produzione con un costante numero di operai, ma attenzione la maggior parte sono immigrati africani sfruttati con pochissimi diritti, il riciclo di vite è costante nelle fabbriche francesi, ed è un modello che si sta esportando in Italia i 150 ragazzi di Foggia sono un esempio lampante manodopera per grandi profitti aziendali lasciata in strada con il calo di appena 30.000 prodotti, questa roba non ha niente a che vedere con la transizione sono scelte aziendali basate sullo sfruttamento di risorse umane”.

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Tags: Sofim
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