È tornato in libertà Roberto Sinesi detto “Lo zio”, 62enne boss del clan Sinesi-Francavilla, uno dei capi storici dell’intera “Società Foggiana”. Dopo anni al 41bis, carcere duro, scontati nell’ultimo periodo a Rebibbia, Sinesi è tornato in libertà come stabilito lo scorso 1 febbraio dalla Corte d’Appello di Bari – Terza Sezione, presidente Zecchillo.
“La Corte – si legge nel documento – provvedendo sull’istanza presentata il 27 giugno 2023 nell’interesse di Sinesi, dichiara unificati per continuazione i reati di cui alle sentenze indicate (si citano tra gli altri i processi “Saturno” e “Decima Azione”, ndr) e, per l’effetto determina a carico del Sinesi in relazione alle medesime violazioni, la pena complessiva di anni 22 di reclusione”.
Carcere che il boss avrebbe abbondantemente scontato in seguito alle numerose operazioni antimafia che l’hanno visto protagonista nell’ultimo decennio. Senza considerare i processi degli anni ’90 “Panunzio” e “Day Before” che videro Sinesi già in posizione di vertice nelle logiche criminali di Foggia e provincia. Procedimenti penali che stabilirono per la prima volta l’esistenza della mafia nel capoluogo dauno.
La decisione della Corte d’Appello di Bari risale allo scorso 1 febbraio in seguito ad una istanza presentata da Sinesi a giugno 2023. Negli stessi giorni, per una curiosa coincidenza, si sono pentiti Ciro e Giuseppe Francavilla detti “Capelloni”, esponenti di spicco dello stesso clan di Sinesi. Giuseppe in particolare ha spiegato di essersi pentito anche per una spaccatura con suo cugino Antonello Francavilla, altro boss del clan, genero proprio di Sinesi.









