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Home - Mafia Gargano: 19 condannati, ergastolo al boss latitante Raduano. Un anno e 8 mesi a politico di Manfredonia

Mafia Gargano: 19 condannati, ergastolo al boss latitante Raduano. Un anno e 8 mesi a politico di Manfredonia

Si è chiuso a Bari il processo di primo grado "Omnia Nostra". Alla sbarra capi e picciotti del clan Lombardi-Scirpoli-Raduano

Di Francesco Pesante
31 Ottobre 2023
in Cronaca, Gargano
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Pioggia di condanne in primo grado nel processo “Omnia Nostra” al clan garganico Lombardi-Scirpoli-Raduano. Quest’oggi il Tribunale di Bari (giudice Valenzi) ha inflitto quasi due secoli di galera, con rito abbreviato (sconto di un terzo della pena), a boss e picciotti dell’organizzazione criminale attiva tra Manfredonia, Macchia di Monte Sant’Angelo, Mattinata e Vieste.

Un anno e 8 mesi (esclusa l’aggravante del 416 bis) all’ex consigliere comunale di Manfredonia Adriano Carbone

Ergastolo al capomafia viestano Marco Raduano detto “Pallone” che però è latitante dal 24 febbraio scorso, 13 anni e 4 mesi a Francesco Notarangelo detto “Natale”, 8 anni a Luciano Caracciolo, un anno e 8 mesi (esclusa l’aggravante del 416 bis) all’ex consigliere comunale di Manfredonia Adriano Carbone, 12 anni a Lorenzo Caterino, 11 anni a Michele D’Ercole, 9 anni ad Alexander Thomas Pacillo, 8 anni a Moreno Sciarra e 9 e 4 mesi a Giuseppe Sciarra, 13 anni a Pietro Rignanese, 4 ad Andrea Quitadamo detto “Baffino junior”, 12 anni e 4 mesi al fratello maggiore Antonio “Baffino” Quitadamo (in continuazione con altri reati precedenti), 11 anni a Danilo Della Malva alias “U’ Meticcio”, 11 anni e 4 mesi a Giuseppe Della Malva, 3 anni e 4 mesi a Giovanni Surano detto “Lupin”, 12 anni e 8 mesi ad Antonio Zino, 11 anni e 4 mesi a Leonardo Ciuffreda. Infine, 10 anni e 8 mesi a Giuseppe Pio Impagnatiello e 4 anni e 8 mesi ad Antonio La Selva detto “Tarzan”.

Risarcimento alle parti civili: i Comuni di Monte Sant’Angelo, Vieste, Mattinata e Manfredonia, la Camera di Commercio di Foggia, la Fai nazionale e la Fai di Vieste. Tra 90 giorni le motivazioni della sentenza.

I reati

Raduano è stato riconosciuto colpevole di mafia, d’essere il mandante dell’omicidio di Omar Trotta assassinato a Vieste nel proprio ristorante il 27 luglio 2017 e di essere uno dei killer di Giuseppe Silvestri, ucciso all’alba del 21 marzo 2017 a Monte Sant’Angelo. Infine sarebbe colpevole di aver tentato di uccidere – insieme ad altre persone – Giovanni Caterino per vendicare la strage di San Marco del 9 agosto 2017.

11 anni al pentito viestano Danilo Pietro Della Malva, accusato di mafia, omicidio Trotta, armi, violenza privata, favoreggiamento; 12 anni e 4 mesi al pentito mattinatese Antonio Quitadamo, imputato di mafia, omicidio Trotta, truffa, falso e assolto dall’accusa di furto di bestiame per difetto di querela; 8 anni a Luciano Caracciolo per droga; 4 anni al fratello Andrea Quitadamo, collaboratore di giustizia, imputato di mafia; 3 anni e 4 mesi al pentito viestano Giovanni Surano che risponde di mafia; 4 anni e 8 mesi al pentito Antonio La Selva imputato di mafia e estorsione.

Un anno e 8 mesi al politico di Manfredonia Adriano Carbone per trasferimento fraudolento di beni ed esclusione dell’aggravante della mafiosità; Lorenzo Caterino, 12 anni, per mafia, estorsioni e rapina; Leonardo Ciuffreda, 11 anni e 4 mesi per mafia e favoreggiamento; Giuseppe Della Malva, 11 anni e 4 mesi per mafia, armi e violenza privata; Michele D’Ercole, 11 anni, per mafia, estorsione con assoluzione dall’accusa di favoreggiamento; Giuseppe Pio Impagnatiello, 10 anni e 8 mesi per mafia; Francesco Notarangelo, 13 anni e 4 mesi per mafia e favoreggiamento; Alexander Thomas Pacillo, 9 anni per traffico di droga; Pietro Rignanese, 13 anni, per mafia, droga, armi, estorsioni, incendio e dichiarato il non doversi procedere in relazione all’accusa di furto per difetto di querela; Giuseppe Sciarra, 9 anni e 4 mesi per droga; Moreno Sciarra, 8 anni per droga; Antonio Zino, 12 anni e 8 mesi per mafia, autoriciclaggio, estorsione, trasferimento fraudolento di beni.

Confische e revoche

Il giudice ha ordinato la confisca del 50% della Primo Pesca e Ittica Sa Srl nei confronti di La Selva e del 100% della Divine Whims Srls nei confronti di Zino.

Confiscata l’auto Tiguan di Michele D’Ercole e il denaro giacente su un conto corrente.

Disposta la confisca di un appartamento di Notarangelo e del denaro giacente su un conto corrente.

Revocato il sequestro di un’abitazione di Leonardo D’Ercole situata a Monte San’Angelo contrada Madonna della Libera e di un terreno di Notarangelo.

Le richieste dell’accusa e le contestazioni

I magistrati antimafia invocarono il massimo della pena per Marco Raduano detto “Pallone”, boss del clan per la frangia criminale di Vieste, latitante dal 24 febbraio scorso quando riuscì clamorosamente ad evadere dal carcere di Nuoro. Le accuse più gravi nei suoi confronti riguardavano l’associazione mafiosa e l’omicidio di Giuseppe Silvestri che Raduano avrebbe commesso, il 21 marzo 2017 a Monte Sant’Angelo, insieme a Matteo Lombardi, quest’ultimo capo indiscusso del clan già condannato all’ergastolo in secondo grado per questa vicenda. Raduano era inoltre accusato di aver preso parte, in qualità di mandante, all’omicidio di Omar Trotta ucciso il 27 luglio 2017 in un ristorante di Vieste. Infine, il boss avrebbe partecipato al tentato omicidio di Giovanni Caterino che scampò alla morte il 18 febbraio 2018 quando un commando provò ad assassinarlo per vendicare la strage di San Marco del 9 agosto 2017. Caterino fu il basista di quella mattanza di mafia.

I pm invocarono 16 anni di carcere per il mattinatese Francesco Notarangelo alias “Natale”, accusato tra le altre cose di associazione mafiosa, droga e favoreggiamento della latitanza del viestano, Danilo “U’ Meticcio” Della Malva. Un anno e 10 mesi la pena chiesta per l’ormai ex consigliere comunale di maggioranza al Comune di Manfredonia (sciolto per mafia nel 2019), Adriano Carbone, ex Fratelli d’Italia (estromesso dal partito dopo il blitz). Carbone, in qualità di consulente commercialista, avrebbe agevolato il clan suggerendo possibili stratagemmi finalizzati a eludere eventuali misure patrimoniali derivanti da indagini giudiziarie.

3 anni e 8 mesi la richiesta per Antonio La Selva detto “Tarzan” che si pentì proprio dopo l’arresto. 8 anni e 8 mesi la pena invocata per Danilo Della Malva e Antonio Quitadamo alias “Baffino”, entrambi collaboratori di giustizia già da tempo, accusati di aver avuto un ruolo nell’organizzazione dell’omicidio Trotta. Per il pentito Andrea Quitadamo detto “Baffino junior” vennero chiesti 2 anni e 6 mesi. Mentre 2 anni e 4 mesi per Giovanni Surano (anche lui pentito). Per tutti loro i pm tennero conto delle attenuanti della collaborazione.

Per quanto riguarda soprattutto il narcotraffico, la magistratura invocò 12 anni e 4 mesi per Giuseppe Sciarra, 9 anni e 6 mesi per Luciano Caracciolo, 9 anni e 4 mesi per Lorenzo Caterino, 14 anni per Pietro Rignanese e 9 anni e 8 mesi per Moreno Sciarra. Infine, 9 anni per Leonardo Ciuffreda, mafia e favoreggiamento, 12 anni e 8 mesi (mafia ed estorsioni) per Antonio Zino e 9 anni per Giuseppe Della Malva e Alexander Thomas Pacillo. Infine, per il macchiaiolo Michele D’Ercole, accusato di mafia, favoreggiamento ed estorsione 11 anni e 8 mesi mentre per Giuseppe Pio Impagnatiello 10 anni e 8 mesi per mafia.

Per altri indagati, tra cui spiccano il boss manfredoniano, di origini montanare, Matteo Lombardi detto “A’ carpnese”, il figlio Michele e l’altro capomafia Francesco Scirpoli alias “Il lungo” di Mattinata, è in corso il processo con rito ordinario a Foggia. (In foto, Raduano; a destra, Zino, Notarangelo e Quitadamo; sotto, Carbone)

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Tags: mafia
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