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Home - Residenze e centri diurni, scatta la protesta in Puglia: “400 strutture a rischio sopravvivenza”

Residenze e centri diurni, scatta la protesta in Puglia: “400 strutture a rischio sopravvivenza”

Di Redazione
24 Ottobre 2023
in Sanità & Salute
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Venerdì prossimo dalle ore 10,00 le associazioni di categoria Agci, Airp, Fimpi, Legacoop e “Welfare a levante” scenderanno in piazza a Bari, di fronte al Teatro Petruzzelli, per una manifestazione “in difesa e a favore dell’esigibilità dei diritti costituzionali ad una vita dignitosa, alla cura e all’assistenza territoriale che appaiono fortemente compromessi a causa del rischio di chiusura che incombe sulle nostre Rsa e centri diurni ormai stremate da mesi di attesa e mancate risposte da parte dell’assessorato alla salute della regione puglia”. A sostenerlo in una nota sono Michele Latorre (Agci), Giovanni Miccoli (Airp), Alessandro Saracino (Fimpi) e Antonio Perruggini (Welfare a Levante), le organizzazioni delle residenze socio-sanitarie secondo le quali la Regione “continua a trascinare sine die” l’attuazione dei regolamenti regionali 4 e 5 del 2019, di fatto facendo saltare i livelli essenziali di assistenza per la popolazione anziana non autosufficiente e disabile.

“Parliamo di circa 400 strutture tra residenziali e diurne che sviluppano un fatturato di oltre 1 miliardo di euro in Puglia – dicono – garantendo occupazione stabile a oltre 20.000 lavoratori e che sono a forte rischio di sopravvivenza”. L’elenco delle doglianze è lungo: “il mancato termine dei procedimenti di autorizzazione e accreditamento, la mancanza di risposte certe e precise rispetto ai tempi e alle modalità di perfezionamento dei conseguenti accordi contrattuali dai quali deriva il riconoscimento della retta e quindi della equa remunerazione, la rigidità dei requisiti organizzativi rispetto alle presenze, la messa in discussione del riconoscimento dell’IVA per le cooperative, l’ostracismo all’autorizzazione delle cessioni di azienda o di loro rami, il non riconoscimento delle spese di trasporto, servizio ancillare fondamentale per la fruizione dei servizi semiresidenziali in favore dei disabili”. Ecco le principali questioni che, insieme ad altre, “abbiamo da tempo sollevato all’Assessorato alla Salute – aggiungono – l’assenza di risposte, figlia anche di un continuo e stucchevole tergiversare su dati e interpretazioni giuridiche, ha ormai portato sull’orlo dell’insostenibilità”.

Rsa e Centri diurni “continuano ad operare grazie all’abnegazione e all’impegno quotidiano di tante e tanti professioniste e professionisti che, andando oltre la diligenza dovuta all’esecuzione del proprio lavoro, con grande spirito di umanità si prendono cura dei più deboli – aggiungono in una nota – sostenendo con essi il carico di apprensione, dolore e preoccupazione che attanaglia le famiglie degli stessi assistiti”.

Strutture, queste, molto spesso sono ubicate nelle comunità più piccole e che “rappresentano per queste, probabilmente, l’ultimo presidio dei servizi di pubblica utilità dove le persone possono accedere e realizzare i propri diritti di cittadinanza”. La manifestazioone nasce anche dal fatto che «non permetteremo che tecnocrazia, bizantinismo burocratico e una produzione quasi logorroica, nonché fuorviante e illogica di interpretazioni, continui a perpetuare uno stato di incertezza dei tempi e del diritto – sottolineano – che alla lunga comporta disparità di trattamento e consolidamento di diseguaglianze attraverso il libero arbitrio della Regione e di alcuni dirigenti del Dipartimento salute». Le persone, concludono, “non sono numeri, posti letto, utenti, ma sono donne e uomini che ogni giorno, accanto alle loro sofferenze, si sforzano di donarsi la speranza di coltivare un sogno o un ambizione per dare un senso alla loro vita. Ora la classe politica, regionale e nazionale, e soprattutto il governatore Emiliano, si assumano la responsabilità di dare loro una risposta”.

Tags: sanità puglia
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