“Non sono incandidabile”. Lo afferma Massimo Sireno dopo la notizia divulgata sul sito della Camera dei Deputati dalla “Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere (qui il LINK)”. Come spesso avviene nel Foggiano, dove la libertà di stampa è ai livelli del Burkina Faso, il bersaglio sono sempre e solo i giornalisti, anche quando questi citano atti giudiziari o resoconti, come in questo caso, della Commissione Antimafia presieduta da Chiara Colosimo di Fratelli d’Italia.
Oggi la nostra testata ha appreso della nota relativa a Massimo Sireno e Vincenzo Marzullo, il primo candidato in Forza Italia, il secondo in Prima Foggia, due liste di centrodestra. Vicende giudiziarie a loro carico li renderebbero “impresentabili” per la commissione parlamentare. La notizia è uscita anche su “La Repubblica” edizione Bari, “Gazzetta del Mezzogiorno”, “Foggia Città Aperta”, “Corriere del Mezzogiorno” e sulla pagina Facebook di “Movimento 5 Stelle Foggia”. Ma per Sireno esiste solo quel cattivone de “l’Immediato”.

Il forzista, inoltre, parla erroneamente di “incandidabilità” quando invece il discorso è di mera opportunità politica. Solitamente si utilizza il termine “impresentabili”. L’incandidabilità per i politici giunge, eventualmente, dopo uno scioglimento per mafia. Ma non è questo il caso.
La replica di Sireno tira in ballo persino il silenzio elettorale che invece riguarda esclusivamente la propaganda elettorale e i partiti, non certo la stampa a meno che essa non pubblicizzi candidature.
Il testo della missiva di Sireno
“Massimo Sireno in ordine alle notizie riportate in riferimento alla propria posizione di incandidabilità a seguito di una sentenza di condanna emessa dal Tribunale di Bari nel mese di settembre 2023 intende precisare alcune riflessioni di non trascurabile importanza:
a) lo scrivente non ha mai ricevuto alcuna formale notifica in afferenza alla esistenza di un procedimento penale pendente innanzi al Giudice Monocratico del riferito Tribunale e, pertanto, allo stato disconosce la esistenza di una decisione in suo danno eventualmente emessa ed in ordine alla quale, inoltre, e non per ultimo, secondo le notizie rese dal sito informativo ‘l’Immediato’ trattasi di una decisione di primo grado e, pertanto, non avente carattere di definitività sì da poter causare dichiarazioni di decadenza dal diritto alla candidatura che, tra l’altro, se fosse supportata da validità avrebbe dovuta comportare una notifica destinata dapprima allo scrivente e poi al partito entro le cui liste vi è candidatura. Ovviamente tutto ciò non è accaduto!
b) sintomatica la pubblicazione di una notizia sì grave resa pubblica in spregio alla normativa prescrizione di mero ‘silenzio elettorale’ si da assumere un intento, neppure tanto palese, di coloritura politica avversa a quella del dichiarante e che potrebbe leggersi come una reale presa di posizione politica da parte del sito di informazione che ha curato la pubblicazione della notizia in esame sì da potersi censurare ma non evidenziare l’intento perseguito di infangare l’uomo e il partito rappresentato.
c) infine ovvia la riserva di poter dar corso ad ogni più utile attività finalizzata a difendere i propri diritti in ogni opportuna sede sì da poter ottenere il pieno riconoscimento secondo Giustizia di ogni eventuale lesione subita conseguentemente agli accadimenti occorsi.
Restano ferme tutte le affermazioni rese che hanno contraddistinto ed evidenziato la personalità dello scrivente in sede elettorale le quali restano tali da poter far affermare come le stesse non consentono l’insorgere di dubbio alcuno”.
La difesa di Marzullo
Ecco invece la nota inviata dalla mail di Marzullo: “L’avv. Francesco Paolo Ferragonio, legale del candidato consigliere Vincenzo Marzullo, a tutela della dignità e della integrità morale del proprio assistito e della lista Prima Foggia evidenzia che il giudizio penale che vede interessato il Marzullo non è mai stato istruito, quindi non si sono mai accertati i fatti contestati allo stesso, e il processo verrà definito con sentenza favorevole, rimandata all’udienza dell’08.02.2024. In considerazione di tanto l’impresentabilità comminata dalla Commissione Antimafia in danno del Marzullo è assolutamente fuorviante e per niente attenta agli sviluppi del giudizio penale preso in considerazione”.
Seguici anche su Instagram – Clicca qui













