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Home - Mafia, il processo infinito a Moretti e ai suoi uomini. Su “Cronos” incombe il rischio della prescrizione

Mafia, il processo infinito a Moretti e ai suoi uomini. Su “Cronos” incombe il rischio della prescrizione

Di Redazione
31 Agosto 2023
in Cronaca
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Tempi biblici per il processo antimafia “Cronos”, partito addirittura nel 2007 dopo un maxi blitz di Dda e Polizia di Stato. In seguito alla quinta delle sette guerre di mafia negli ultimi 40 anni, gli inquirenti arrestarono alcuni pezzi da Novanta della “Società Foggiana”: Rocco Moretti detto “Il porco”, 73 anni, capo assoluto della malavita in città, il figlio Pasquale alias “Il porchetto”, 46 anni, erede designato del clan, Vincenzo Antonio Pellegrino detto “Capantica”, 71 anni, braccio destro storico del “porco” e Gianfranco Bruno alias “Il primitivo”, capo della famiglia Bruno, sempre legata ai “morettiani”.

Come ricorda gazzetta del mezzogiorno, memoria storica di “Cronos”, i quattro imputati furono condannati per mafia dai giudici del Tribunale di Foggia nel 2009, assolti in secondo grado a Bari nel 2011, sentenza annullata dalla Cassazione che ordinò la celebrazione di un nuovo processo d’appello concluso nel 2014 con condanne però annullate dalla Cassazione; seguì un terzo processo d’appello, terminato nel 2018 con quattro assoluzioni, sentenza ancora cassata dalla Suprema corte che rimandò gli atti alla Corte d’Appello di Bari per celebrare l’ottavo processo; i giudici il 29 aprile 2022 non emisero la sentenza ma si spogliarono dell’inchiesta, ritenendo che il reato di mafia per come emerso dai processi fosse diverso da quello contestato nell’originario capo d’imputazione, rimandando quindi gli atti ai pm.

Rocco e Pasquale Moretti

L’accusa iniziale era aver fatto parte di un’associazione mafiosa, sul presupposto che tra maggio e settembre 2007 si fosse costituito intorno alle figure carismatiche di Rocco Moretti in quel periodo detenuto, e Pellegrino dopo il tentato omicidio di quest’ultimo, un nuovo e diverso gruppo mafioso rispetto a quello preesistente e con nuovi e diversi ruoli, che cercò con metodi mafiosi e il ricorso alla violenza di rivendicare spazi nel settore estorsioni. I giudici ritennero invece che la conflittualità tra i clan fosse conseguenza delle rivalità preesistenti, per cui il reato era differente da quello contestato dalla Dda. Sono trascorsi 16 mesi dalla decisione dell’aprile 2022 della Corte d’Appello di Bari di rimettere gli atti all’accusa, facendo tornare l’inchiesta Cronos alla fase delle indagini preliminari.

Due le ipotesi: ricontestare le accuse di mafia per un processo che chissà quando avrà fine; oppure – come evidenzia sempre gazzetta – andare alla prescrizione, con tempi complessi da calcolare tenendo conto di recidiva e ruoli attribuiti agli imputati, se cioè capi o partecipi dell’associazione.

Rocco Moretti è comunque detenuto ininterrottamente dal 2017 con una condanna definitiva a 10 anni e 8 mesi per “Decima Azione”. Pasquale Moretti, invece, sta scontando 16 anni per “Decimabis”, pena inflitta in primo grado. “Capantica” è ancora sotto processo in “Decimabis” per il quale scelse il rito ordinario. Infine, Bruno sta scontando 14 anni e 10 mesi con l’accusa di essere stato il mandante di tre tentativi di omicidio ai danni dei presunti assassini del cognato Rodolfo Bruno, ammazzato a sangue freddo in un bar della circonvallazione il 15 novembre 2018.

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Tags: Mafia Foggia
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