Il Manfredonia dopo cinque anni torna in serie D. Un traguardo raggiunto meritatamente dopo un campionato di Eccellenza dominato in lungo e in largo dall’inizio alla fine, nonostante costretto a giocare sempre lontano dalle mura amiche il quanto il campo sportivo Miramare è stato oggetto di lunghissimi e complessi lavori di manutenzione. Domenica scorsa la vittoria ai rigori contro il Gallipoli nella finalissima regionale dei playoff, ieri sera la festa sugli spalti del Miramare dove i tifosi hanno atteso presidente, allenatore e giocatori per ringraziarli con cori affettuosi. Il merito è soprattutto di un presidente, Giuseppe Di Benedetto, arrivato dalla BAT, per risollevare una società ridotta ai minimi termini e riportarla nel calcio che conta.
Presidente, una vittoria meritata ma non senza problemi a causa di questioni burocratiche legate al fatto che siete stati costretti a giocare sempre lontani dal Miramare
Si, un grande vittoria contro tutto e tutti. Ormai è di dominio pubblico che per tutta la stagione non abbiamo mai avuto a disposizione il nostro campo sportivo per poterci allenare e per disputare le partite di campionato. È stato un tour de force lunghissimo e dispendioso sotto tutti i punti di vista
Ma perché non si gode la festa?
Ha ragione, oggi doveva essere una grande giornata di festa per me, ma non riesco a gioire. Troppa tensione accumulata durante l’ultima partita col Gallipoli e soprattutto per i tanti sacrifici fatti durante un anno particolare
Ha fatto tornare l’entusiasmo tra i tifosi biancocelesti, dopo lunghi anni di delusioni e amarezze. A chi lo dedica questo successo.
Sarei egoista se lo dedicassi a me stesso, penso che il merito sia semplicemente dell’intero gruppo, dal singolo giocatore all’allenatore, dal preparatore atletico al fisioterapista. Una vittoria conquistata e faticata in campo, da soli. Pertanto è solo nostra e ce la dedichiamo
Il futuro?
Questo splendido pubblico meriterebbe altre grandi soddisfazioni. Ma questa gente deve sapere che fare calcio in maniera professionale qui è molto difficile. Basti pensare al fatto che chi gestisce il campo ci ha negato di svolgere all’interno dello stadio una semplice conferenza stampa. Siamo stati costretti a farla in un bar. Per non aggiungere altro. Senza presupposti non credo che questa società possa avere un futuro roseo
Presidente, si spieghi meglio
Se non ci sono le condizioni vado via. Purtroppo a malincuore. Non si può sempre lottare contro tutto e tutti. Mi sono arrivate contestazioni, addirittura via pec con la richiesta di risarcimento danni al manto erboso dopo il lancio di un fumogeno durante l’unica gara disputata in casa con il Bisceglie. Addirittura la società che gestisce il campo sempre via pec mi ha chiesto che se non avessi pagato i danni la squadra non si sarebbe potuta allenare. Ci siamo sentiti degli intrusi e abbiamo tolto il disturbo e ci siamo trasferiti ad allenarci a Trani con tutte le conseguenze del caso. E nonostante tutto siamo riusciti a vincere il campionato e regalare la serie D a questo fantastico pubblico. Ma per andare avanti non basta
È ormai evidente la rottura con l’amministrazione comunale e con il sindaco Rotice che ieri sera ha disertato la festa. Gran merito della promozione in serie D è anche del tecnico Pasquale De Candia. “Era il nostro obiettivo principale e lo abbiamo raggiunto. Quando si vince il merito è di tutti. I ragazzi sono stati forti anche a superare le mille difficoltà incontrate durante tutta la stagione. Credetemi, non è facile allenarsi e giocare lontani da casa”.












