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Home - Mafia foggiana, vittima di estorsione nega tutto: “Non conosco queste persone. Mai stato minacciato”

Mafia foggiana, vittima di estorsione nega tutto: “Non conosco queste persone. Mai stato minacciato”

Di Francesco Pesante
27 Gennaio 2022
in Cronaca
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“Non conosco queste persone e non ho mai ricevuto richieste estorsive”. Questa la frase pronunciata da un teste durante l’udienza di oggi nell’aula bunker di Bitonto dove è in corso il processo, col rito abbreviato, “Decimabis”. Alla sbarra alcuni dei principali boss della mafia foggiana, tra i quali Pasquale Moretti e Federico Trisciuoglio, entrambi al 41bis da pochi giorni.

Stamattina, il pm ha sentito un fruttivendolo che, stando alle carte dell’inchiesta, fu costretto a versare soldi ai clan per potere lavorare. Ma l’uomo ha negato tutto, lasciando attoniti i magistrati. L’uomo ha anche negato l’intercettazione di una telefonata: “Non è la mia voce”. Il fruttivendolo ha quindi negato strenuamente di conoscere gli imputati.

Per questa vicenda sono accusati di estorsione Francesco Tizzano, Emilio D’Amato, Ernesto Gatta, Massimo “Massimino” Perdonò, Alessandro “Schiattamort” Aprile e Francesco “U’ Sgarr” Pesante, i primi due ritenuti contigui alla batteria Moretti-Pellegrino-Lanza, i restanti ai Sinesi-Francavilla.  

Stando alle carte dell’inchiesta, la mattina del 5 febbraio 2018, Tizzano e D’Amato minacciarono il fruttivendolo “per costringerlo – si legge nell’ordinanza Decimabis – a versare 3mila euro al mese. ‘Hai saputo che ho attaccato a quello?’… ‘O gli ho cercato 3mila euro al mese’. Minaccia consistita – riportano gli inquirenti – nel fare implicitamente intendere alla vittima che, in caso di mancato versamento del denaro, avrebbe subito ritorsioni: ‘A Foggia l’estorsione la devi pagare a noi… punto’… ‘A noi devi darci 3mila euro al mese punto sennò te li smantello’… ‘i camion te li smantello’. Nella conversazione del 16 febbraio 2018, Aprile rivelò a Tizzano dell’accordo raggiunto tra il commerciante di frutta e i sodali Pesante e Perdonò i quali avevano concordato che il prezzo dell’estorsione ammontava a 1.500 euro: ‘hanno parlato sono 1500 euro’… ‘con chi?’. ‘Con lo sgarro (Pesante, ndr)… Massimino (Perdonò, ndr)’. Il 21 aprile 2018 Aprile riferì al commerciante di aver parlato con Tizzano e ‘gli altri’ rammentandogli che avevano accettato la proposta di ricevere 1.000 euro al mese, ma a condizione e con l’imposizione che avrebbe dovuto vendere solamente le patate e le cipolle: ‘Con lui ho parlato io direttamente con Francuccio e quelli là… ho detto allora là mille euro ci sta bene… giusto e la mille euro?’. Ohhh… però devi tornare a vendere le patate e le cipolle’“.

Emerse come Tizzano e Aprile “meditavano di porre in essere una nuova e più restrittiva imposizione nei confronti della vittima, che prevedeva che quest’ultima dovesse vendere sulla piazza di Foggia tassativamente solo patate e cipolle e comunque, per commerciare tali prodotti, avrebbe dovuto corrispondere al sodalizio una tangente mensile di 1.000 euro: ‘no, noi facciamo un altro fatto… gli diciamo a lui com’è a noi non ci sta bene… va bene?… però adesso ti dico un altro fatto… che vieni a vendere le patate… e vendi solo le patate a Foggia… a Cerignola vendi quello che cazzo vuoi… si patate e cipolle… come sei venuto a Foggia… con le patate e le cipolle… le cipolle e ci devi dare mille euro al mese… se no te ne devi andare anche con le patate e le cipolle‘”.

A parere degli inquirenti, “la vicenda estorsiva in commento è espressione della tracotanza e della connessa forza mafiosa degli aderenti alla Società Foggiana, in realtà vile e meschina, che si esplica nella possibilità di escludere l’affermazione di alcune attività commerciali, attraverso delle regole del libero mercato, impedendo la crescita economica della città di Foggia, che per la loro miserrima esistenza, dovrebbe essere sottomessa al loro potere criminale: ‘perché qua se viene qualche fioraio a vendere i fiori di Cerignola noi gli rompiamo le corna‘”.

La prossima udienza, prevista per il 2 febbraio, è stata rinviata – causa Covid – al 25 febbraio quando verrà sentito un imputato che ha chiesto di essere ascoltato. Successivamente è in agenda la requisitoria del pm. (In alto, Tizzano, Perdonò e Gatta; sotto, Pesante e Aprile)

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Tags: decimabisMafia foggiana
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