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Home - Volpe dice basta, in pensione lo storico capo della DDA. Con lui al timone sono finiti in cella i maggiori boss della provincia di Foggia

Volpe dice basta, in pensione lo storico capo della DDA. Con lui al timone sono finiti in cella i maggiori boss della provincia di Foggia

Di Francesco Pesante
10 Settembre 2020
in Cronaca
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Giuseppe Volpe ha dato il suo addio alla DDA di Bari. Lo storico procuratore antimafia, da anni in prima linea nella lotta alla criminalità foggiana, ha detto basta. Volpe è andato in pensione in questi giorni, anche se non si possono escludere nuovi ruoli al servizio del Paese. Si vedrà. Intanto, però, si godrà un po’ di riposo, meritato dopo un lungo periodo sempre in trincea. Al suo posto, nelle vesti di traghettatore della DDA, Roberto Rossi, uno dei papabili per la successione di Volpe.

Sobrio, mai scomposto, quasi sornione, Volpe ha portato a casa una lunghissima serie di operazioni contro la mafia foggiana e garganica. Senza tralasciare San Severo dove recentemente è stata riconosciuta l’associazione mafiosa ai clan locali.

Mentre Volpe va in pensione, restano in cella tutti i maggiori boss della provincia di Foggia. I vertici delle batterie foggiane, sgominati nel blitz del 2018 “Decima Azione”, i rampolli dei clan, alcuni dei quali arrestati nell’operazione “Chorus”, e i capicosca del Gargano. Sono attualmente detenuti i leader dei clan Li Bergolis-Miucci di Monte Sant’Angelo, Lombardi-Ricucci-La Torre, area Manfredonia-Mattinata, Raduano e Iannoli-Perna, di Vieste; solo per citare le maggiori organizzazioni criminali della zona. Ma Volpe ha combattuto da protagonista anche nel contrasto alla criminalità del Basso Tavoliere, dando risposte importanti a Cerignola, Trinitapoli e San Ferdinando di Puglia.

Il procuratore va via forse con un unico cruccio, non aver completato l’inchiesta sulla strage di San Marco in Lamis del 9 agosto 2017, uno dei fatti di cronaca più eclatanti nella storia della Capitanata. In cella, al momento, il solo presunto basista, a processo nel tribunale di Foggia dove la sentenza potrebbe arrivare già entro la fine del 2020. Su quella mattanza di mafia che fece registrare quattro vittime, le indagini proseguono serrate e non si escludono colpi di scena nei prossimi mesi, anche sulla scorta del lavoro iniziato dallo stesso Volpe. La sua aria rassicurante mancherà a tanti.

Tags: DdaFoggiamafiaVolpe
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