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Home - “Se faccio da schiava, 30 euro. Audio con porcate 20 euro”. A Foggia lo scandalo pedopornografico, un minorenne dietro il business

“Se faccio da schiava, 30 euro. Audio con porcate 20 euro”. A Foggia lo scandalo pedopornografico, un minorenne dietro il business

Di Redazione
22 Luglio 2020
in Cronaca, Immediato TV
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“Videochiamata 45 minuti, omaggio 10 foto, un video e 3 dediche: 40 euro. La sexchat di 45 minuti in cui faccio da schiava, 30 euro. Videochiamata un’ora e mezza 50 euro. 10 foto con omaggio audio in cui dico porcate, tra 10 e 20 euro”. Queste alcune delle offerte nel “listino prezzi” scoperto dalla polizia postale di Foggia durante l’operazione “Pay to See”, paga per vedere.

Da un alto alcuni adolescenti, dall’altro una rete di pedofili italiani che su una nota piattaforma di messaggistica scambiavano materiale pedopornografico.

La polizia postale ha così individuato una rete di utenti italiani che su una piattaforma di messaggistica scambiava materiale pedopornografico realizzato anche da adolescenti e venduto online con un tariffario per ogni singola prestazione

Gli investigatori della Polizia Postale di Bari e Foggia, coordinati dal  CNCPO (Centro Nazionale di Contrasto alla Pedopornografia Online e protezione dei minori) del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, hanno eseguito 21 perquisizioni nei confronti di minori ed adulti per il reato di divulgazione di materiale pedopornografico.
Le perquisizioni sono state eseguite in 12 regioni sul territorio nazionale, nelle province di Bari, Foggia, Roma, Monza Brianza, Varese, Cremona, Siena, Agrigento, Palermo, Bologna, Fermo, Ascoli Piceno, Treviso, Chieti, Savona, Imperia e Torino.
I provvedimenti sono stati emessi dai sostituti procuratori Curione e Plotino.
L’indagine è stata avviata a seguito della segnalazione dei genitori di un’adolescente che, insospettiti dall’intenso utilizzo di alcuni social network da parte della figlia, avevano notato sul suo telefono la presenza di una chat in cui inviava immagini sessualmente esplicite.
I genitori si erano poi rivolti agli investigatori della Polizia Postale di Foggia, i quali, a seguito di accertamenti sul dispositivo telefonico della minore, hanno constatato la presenza di una chat su una nota piattaforma social, al cui interno è spuntato una sorta di listino prezzi per prestazioni di carattere sessuale on line, con tariffe differenziate a seconda delle richieste:

“Videochiamata 45 min. omaggio 10 foto 1 video e 3 dediche = 40€”;

“Videochiamata 1 ora e mezza (se si vuole anche in vari orari) = 50€”;

“Sexchat 45 minuti in cui faccio da schiava = 30€”;

“10 foto dei piedini. Omaggio audio in cui dico porcate = 10 €”;

“10 foto a scelta + video masturbazione. Omaggio audio in cui dico porcate = 20€”.

L’attività d’indagine ha permesso di identificare gli utenti che avevano effettuato i pagamenti per le prestazioni richieste, consentendo l’emissione da parte della locale Autorità giudiziaria dei 21 decreti.
Tra i destinatari figura un amico dell’adolescente, anch’egli minorenne, presunto ideatore del business, il quale, utilizzando l’account della ragazza, in cambio di piccole somme di denaro, si sostituiva a lei chattando con diversi utenti, a cui prometteva l’invio di materiale di natura sessuale per corrispettivi in denaro.

Dall’attività svolta, che ha portato al sequestro di numerosi telefonini e computer, è emerso un quadro preoccupante sul crescente utilizzo distorto dello strumento informatico da parte di soggetti sempre più giovani, inconsapevoli della portata delle azioni compiute, fino a realizzare attività delittuose di allarmante gravità.
Sono in corso, da parte degli esperti della Polizia Postale, approfondite analisi di tutti i supporti sequestrati al fine di acquisire le prove informatiche e verificare il coinvolgimento di altri soggetti, nonché l’ambito di diffusione del fenomeno.
La Polizia Postale e delle Comunicazioni è attenta nel sensibilizzare sia minori che genitori per un responsabile uso di tutti gli strumenti informatici, sottolineando l’importanza di tempestive segnalazioni sia mediante il Commissariato di P.S. Online (dove sono proposte per i genitori linee guida e suggerimenti utili a contenere i rischi presenti in rete) sia attraverso le Sezioni ed i Compartimenti della Polizia Postale presenti su tutto il territorio nazionale.

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Tags: FoggiaPolizia Postale
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