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Home - Mafia, in arrivo nuove interdittive. Nel mirino altri nomi di spicco dell’imprenditoria foggiana

Mafia, in arrivo nuove interdittive. Nel mirino altri nomi di spicco dell’imprenditoria foggiana

Di Francesco Pesante
9 Ottobre 2019
in Cronaca
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Il prefetto di Foggia è solo all’inizio. Nuove interdittive antimafia all’orizzonte nei confronti di imprenditori di spicco del capoluogo dauno ma anche del resto della provincia. Dopo il provvedimento nei confronti dei foggiani, Marco Insalata e Gianni Trisciuoglio, sta per arrivare il turno di un altro nome di primo piano dell’edilizia foggiana, con interessi anche nel settore turistico.

Lo strumento dell’interdittiva è tra i più temuti in assoluto, una vera mannaia in grado di stroncare gli affari delle imprese vicine alla mafia. Quello che conta ai fini dell’interdittiva, infatti, non si basa sulle sentenze passate in giudicato; non è necessario il giudizio definitivo di un tribunale né l’aver commesso illeciti per essere raggiunti dal provvedimento.

“I clan li conosciamo tutti: Trisciuoglio, Francavilla, Prencipe, Li Bergolis, solo per fare qualche nome. Sono organizzazioni che conosciamo perfettamente. Nome e cognome. Tutti voi li conoscete. È tempo di aprire un tavolo di responsabilità, chi ci vuole stare ci sta”. Queste le parole di Raffaele Grassi (foto in alto) in Prefettura, dinanzi a decine di imprenditori locali, non più tardi di qualche settimana fa. Parole forti, mai pronunciate in passato dai suoi predecessori. Mai così nette. 

Numerose, in passato, le operazioni di procura e forze dell’ordine tese a sgominare i legami tra malavita locale e imprenditoria. Emblematica quella del 2003, quando furono arrestate ben dieci persone tra politici e imprenditori; all’epoca non emersero elementi a sufficienza e l’indagine venne archiviata nel giro di poche settimane. Cadde l’accusa di associazione mafiosa per il controllo di attività economiche e il ruolo degli imprenditori coinvolti apparve più come quello di vittime che di soci in affari criminali. 

Nel 2005, invece, l’operazione “Antica Roma” tirò in ballo altri imprenditori di rilievo della provincia di Foggia, arrestati con l’accusa di aver messo in piedi un cartello di imprese finalizzato alla turbativa di numerose gare d’appalto pubbliche.

Collegamenti coi clan, condizionamenti mafiosi e conflitti d’interesse sono adesso sotto la lente d’ingrandimento della Prefettura di Foggia. Grassi tira dritto e non si farà certo blandire dalla sfilata di imprenditori di poche settimane fa nel palazzo governativo di corso Garibaldi.

Tags: Foggiagarganointerdittive antimafiamafiaprefetturaRaffaele Grassi
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