Mafia, l’ombra di boss foggiano e clan garganico dietro l’interdittiva alle società Adriatica Servizi e CTM

Sulla decisione ha pesato la parentela di uno degli amministratori con Federico Trisciuoglio, 66enne nome storico della “Società”

Rapporti di parentela con il boss storico del clan foggiano, Trisciuoglio-Tolonese. Questo uno dei motivi alla base dell’interdittiva antimafia spiccata dal prefetto Raffaele Grassi nei confronti delle società collegate “Adriatica Servizi srl” e “CTM srl”, gestite rispettivamente dagli imprenditori locali Marco Insalata e Giovanni Trisciuoglio. Sulla decisione ha pesato la parentela di uno degli amministratori con Federico Trisciuoglio, 66enne nome storico della “Società Foggiana”, e con un ramo malavitoso collegato al vecchio clan di Mario Luciano Romito, il boss di Manfredonia ucciso nella strage di San Marco dell’agosto 2017.

L’interdittiva rappresenta una dura mazzata per le società, entrambe con sede a Foggia operanti la prima nel settore della riscossione dei tributi per conto dei comuni di Foggia, Manfredonia e Monte Sant’Angelo, la seconda nel settore edile. Lo Stato, in buona sostanza, non si fida più delle due realtà imprenditoriali che adesso rischiano di perdere il contratto con la pubblica amministrazione.

“Ai soci non viene contestato alcun reato né alcuna condotta illecita. Si tratta di una misura tutta da approfondire – dice a l’Immediato l’avvocato Gianluca Ursitti di Adriatica Servizi, ma saremo più specifici carte alla mano. In ogni caso – conclude – non si fa riferimento a condotte illecite. Impugneremo il provvedimento e faremo ricorso al Tar”. (Nella foto, in alto, Grassi; sotto, Marco Insalata e Giovanni Trisciuoglio; a destra, il boss Federico Trisciuoglio; sullo sfondo, la sede dell’Adriatica Servizi)

Resta aggiornato gratuitamente su Facebook, clicca qui -> http://www.facebook.com/immediatonet