L‘impennata dei prezzi dei carburanti, favorita dal riaccendersi delle tensioni in Medio Oriente e dalla fine degli ultimi tagli alle accise, mette sotto pressione il governo, che valuta un intervento già nei prossimi giorni per contenere gli aumenti alla pompa.
Secondo quanto emerge, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni avrebbe chiesto al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti di approfondire tutte le possibili misure da adottare, compresa l’eventuale attivazione del meccanismo delle accise mobili, senza attendere il Consiglio dei ministri previsto per il 4 agosto.
A confermare che l’ipotesi è sul tavolo è stato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, spiegando che il ricorso alle accise mobili rappresenta una delle soluzioni attualmente allo studio insieme ad altri interventi.
Il nodo delle risorse
L’eventuale riduzione delle accise attraverso il meccanismo previsto dalla normativa dovrà però fare i conti con la disponibilità delle risorse. Il sistema, infatti, viene finanziato attraverso l’extragettito Iva derivante proprio dall’aumento dei prezzi dei carburanti.
Secondo le valutazioni del governo, il gettito relativo al mese di giugno potrebbe non essere sufficiente, mentre per conoscere quello di luglio sarà necessario attendere i primi giorni di agosto.
L’obiettivo dell’esecutivo è offrire un sostegno alle famiglie in vista delle grandi partenze estive, caratterizzate dai tradizionali weekend da bollino rosso sulle strade italiane.
Prezzi in continuo aumento
Dalla metà di luglio i listini dei carburanti hanno ripreso a salire senza interruzioni. Gli ultimi dati dell’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy indicano un prezzo medio della benzina self service pari a 1,979 euro al litro, mentre il gasolio self ha raggiunto 2,180 euro al litro.
Sulla rete autostradale i rincari risultano ancora più marcati, con una media di 2,069 euro al litro per la benzina self e 2,249 euro per il gasolio.
In alcune città si registrano però valori ben superiori alle medie nazionali. A Milano, ad esempio, alcuni impianti hanno superato i 2,6 euro al litro per la benzina, mentre a Roma si rilevano punte di 2,3 euro al servito.
Consumatori e imprese in allarme
I rincari rischiano di pesare sensibilmente sui bilanci delle famiglie. Secondo le stime del Codacons, tra luglio e agosto gli italiani spenderanno complessivamente 10,8 miliardi di euro per i rifornimenti di carburante, quasi 2 miliardi in piùrispetto allo stesso periodo del 2025.
Preoccupazione anche dal mondo delle imprese. Confimprenditori parla di aziende “al collasso”, mentre il settore dell’autotrasporto guarda con attenzione alle possibili modifiche del sistema delle accise.
Nel frattempo anche il prezzo del gas continua a salire, raggiungendo 63,598 euro per megawattora, il livello più alto dall’agosto 2022, sebbene le scorte italiane restino superiori al 73%, ben oltre la media europea.
Scontro politico
L’aumento dei carburanti alimenta anche il confronto politico. Le opposizioni accusano il governo di aver ritardato gli interventi. Il leader di Italia Viva Matteo Renzi parla di “gioco delle tre carte”, mentre la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein invita l’esecutivo ad adottare le accise mobili, ricordando le promesse del centrodestra di eliminare le accise.
Dal canto suo, il governo assicura che le misure arriveranno in tempi rapidi. “Interverremo anche in questa fase in maniera tempestiva ed efficace, come abbiamo fatto sin dall’inizio di questa crisi”, ha dichiarato il ministro Urso, sottolineando inoltre che gli aumenti registrati in Italia restano inferiori a quelli rilevati in altri Paesi dell’Unione europea.













