Il caro carburanti torna a pesare sulle tasche degli italiani e in provincia di Foggia i prezzi alla pompa raggiungono livelli che alimentano il malcontento di automobilisti, pendolari e autotrasportatori. Gli ultimi rincari hanno portato il gasolio a sfiorare i 2,40 euro al litro, mentre la benzina ha superato i 2 euro, aggravando ulteriormente il costo degli spostamenti quotidiani.
Una situazione che si inserisce in un contesto già segnato dall’inflazione e dal progressivo aumento del costo della vita, con effetti diretti sul potere d’acquisto delle famiglie e sui bilanci delle imprese.
La richiesta di tagliare le accise
Sul tema interviene il Movimento Consumatori, che attraverso il vicepresidente nazionale Bruno Maizzi punta il dito contro il peso della fiscalità sui carburanti.
«Il governo italiano non rinuncerà mai alle accise perché perderebbe circa 67 centesimi per ogni litro di carburante, oltre all’Iva – afferma Mazzi –. Basta guardare alla Spagna, dove il prezzo è molto più basso: lì il gasolio costa circa 1,40 euro al litro perché non esistono le stesse accise che abbiamo in Italia. Altro che guerra in Medio Oriente».
Secondo l’associazione dei consumatori, una riduzione della pressione fiscale rappresenterebbe il primo intervento per alleggerire il costo del pieno e contenere gli effetti dei rincari.
“La gente protesta, ma continua a fare rifornimento”
Dal fronte dei distributori arriva invece il racconto di chi ogni giorno assiste alle reazioni degli automobilisti.
«La gente si lamenta – racconta un addetto di un distributore di carburanti di San Severo – ma poi all’auto non rinuncia. Lo scorso fine settimana le file erano interminabili e sono convinto che anche il prossimo sarà lo stesso».
Un’immagine che fotografa il paradosso di un bene diventato sempre più costoso ma, allo stesso tempo, indispensabile per migliaia di persone che utilizzano l’auto per lavoro, studio o necessità quotidiane.
Intanto, mentre i prezzi continuano a salire, dal mondo politico non arrivano, almeno per il momento, annunci di interventi concreti. Una situazione che alimenta il malcontento di consumatori e categorie produttive, sempre più preoccupati per gli effetti dei rincari sull’economia delle famiglie e delle imprese.








